ARP Project – Let’s start with the residency

Martedì 3 maggio è iniziata ufficialmente la residenza dell’artista sudafricano Zwelethu Machepha (Johannesburg 1990). Durante questo periodo Machepha entrerà in contatto con artisti e curatori della scena romana, scoprirà la storia e i monumenti della città eterna, visiterà i principali musei, ma anche la scena dell’arte indipendente e le periferie, che disvelano una diversa immagine della metropoli tanto amata dai turisti. Scopo di questa residenza è il dialogo culturale, la possibilità per un artista giovane di venire in contatto con quelle differenze che possano portare ad una crescita professionale e umana. Accanto a Zwelethu Machepha, lavorano al progetto un gruppo di altri giovani operatori culturali con diverse specificità artistiche, che contribuiranno a rendere la residenza una full immersion nella città. L’opening della mostra che concluderà la residenza sarà il 31 maggio presso il Centro Luigi Di Sarro.

Zwelethu Machepa  è sotto molti aspetti la personificazione della giovane generazione di artisti urbani Africani. Indagando su differenti media – disegno, pittura, grafica, scultura e arte performativa, esprime ciò che osserva, metabolizza e vive.

Il suo lavoro si incentra sul tema della contro storia e del colonialismo inteso come appropriazione d’identità da parte dell’altro.

Scrive la curatrice Emma Van Der Merwe della Everard Read Gallery di Cape Town: Zwelethu ha compiuto un percorso che vede lo stampatore e ritrattista trasformatosi in osservatore della varia e numerosa popolazione che anima i paesaggi africani, grazie alla profonda e personale conoscenza che ha delle forme, sia figurative che astratte, che sono il tema base del suo ultimo corpo di opere dal titolo “Colonial Ghosts” che qui a Roma cercherà di mettere in dialogo con una differente realtà. Scopriremo nella mostra al Centro Di Sarro, quanto e cosa l’artista avrà tratto dal  travolgente percorso di conoscenza e crescita maturato durante il suo soggiorno romano. I lavori che si definiranno grazie all’immersione in un mondo “altro” lo porteranno ad rivedere anche il dialogo fra se stesso e il suo lavoro, il suo linguaggio e i suoi pattern che saranno portati ad assorbire le energie delle architetture, dei colori e della gente di Roma”.

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Zwelethu Machepha
Zwelethu Machepha

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