POZI: luoghi e paesaggi di domani. A cura di Giggs Kgole, con un testo di Buhle Mathole. Dal 2 al 6 Luglio 2024.

Aperta la Call per la 10° Edizione di ARP-Art Residency Project. Artisti e curatori Under 30 possono far domanda e vincere la residenza formativa realizzata con il contributo del MAECI.

La memoria effimera del rapporto uomo-natura nei lavori di Anna Maria D’Addario e del duo Citti/Tamburrini. Un progetto in collaborazione con Grenze Arsenali Fotografici e Officine Fotografiche. Vernissage 4 Maggio ore 18,30.

HIC ET NUNC n2 – LA MOSTRA. Per la 19GdC Amaci e con il supporto del MAECI a Roma la prima tappa del PACK AN GO. A seguire una tappa in Val Camonica, Lozio e Bienno, e infine Tirana, in Albania, per la 9° Edizione di ARP-Art Residency Project.

Con il tema HIC ET NUNC (qui e ora) e la formula pack and go, questa nona edizione di ARP-Art Residency Project continua l’indagine sul concetto di contemporaneo mettendo alla prova giovani talenti relativamente alla maneggevolezza dell’opera, alla messa in discussione delle pratiche e dei metodi e alla ricerca di una soluzione di allestimento che si adatti ad ogni diversa circostanza. Il pack and go ha previsto per la 9 Edizione di ARP tre tappe: Roma, Bienno in Val Camonica e Tirana in Albania. Gli eventi espositivi sono stati realizzati tenendo conto delle peculiarità degli ambienti, la cui articolazione spaziale ha consentito di mettere in luce i progetti e le istanze delle cinque protagoniste, che presentano punti di osservazione del contemporaneo distinti, ma non distanti tra loro. Preceduto da momenti di corposo confronto con esperti del settore su temi fondamentali, quali il ruolo dell’arte e quello dei suoi innumerevoli attori, la prima tappa espositiva al Centro Di Sarro a Roma è stata organizzata in sezioni tematiche, in base a linguaggio, materiali e poetiche. Così Azzurra Pizzi (Italia) vincitrice quest’anno della selezione per curatori, introduce la sua presentazione degli eventi. E nel suo testo di presentazione ci conduce a scoprire le 5 artiste vincitrici e i loro lavori.

Mostrando la sua sfera intima, Samela Balazi (Albania) fa conoscere la sua prassi disegnativa e il ricorso al pigmento naturale, ideale per trasferire immediata autenticità alla tela grezza. Facendo propria la pratica diffusa della costruzione dei muretti a secco, Beatrice Caruso (Italia) presenta i suoi assemblaggi costituita da irregolari cunei di legno e collages per affrontare l’argomento sfidante del riposizionamento altrove. Convinta che l’arte sia strumento per rispondere a domande relative alla nostra crescita personale, Anna Martynenko (Ucraina-Germania) con il suo mazzo di carte illustrate innesca un meccanismo di indagine volta a scandagliare la nostra personalità tra statiche e consolidate posizioni e nuove aperture di accettazione del lato più rifiutato di noi stessi. Discepola del rituale del camminare Cheriese Dilrajh (Sudafrica) presenta montaggi fotografici, il cui aspetto composito rivela visioni simultanee elaborate vivendo sinesteticamente il melting pot offerto dal mercato di Fordsburg a Johannesburg, luogo dal passato difficile oggi carico di vivaci realtà. Sconfinando nel campo della performance e utilizzando il mezzo sonoro, Miriro Mwandiambira (Zimbabwe) intende portare l’attenzione sul ruolo della donna-artista libera dalle convenzioni e capace di lottare per un riscatto sociale. (dal testo di Azzurra Pizzi nel catalogo di ARP9Ed)

ARP 9Edition. Il workshop HIC ET NUNC n.2 prosegue l’indagine sull’idea di contemporaneo. Al centro degli incontri le 6 vincitrici del programma di residenze realizzato con il contributo del MAECI. La mostra finale il 7 ottobre 2023 per la 19°GdC Amaci.

Un’opera che declini il contemporaneo da portare con sé in un bagaglio a mano. E’ questa la scommessa per 5 artiste e una curatrice vincitrici del concorso ARP: una residenza-workshop che mette in discussione e indaga la nozione di contemporaneo. 

ARP – Art Residency Project è il programma di residenze artistiche, ideato e realizzato dal Centro Luigi Di Sarro, con l’intento di promuovere anche nel mondo dell’arte una disposizione al dialogo interculturale e al confronto di pratiche e metodi. Per la sua nona edizione ha proposto ancora la formula PACK AND GO, ovvero la scommessa di ideare e creare un’opera che rappresenti la propria idea di contemporaneità e che sia trasportabile facilmente per permetterne la massima mobilità. 

Viviamo in anni difficili e anche per gli artisti, soprattutto giovani emergenti, il rallentamento, se non il blocco forzato, dei rapporti sociali creato dalla pandemia covid-19, dalle guerre e dalla crisi economica ha rappresentato e rappresenta un ostacolo. Il programma ARP ha da sempre lavorato promuovendo viaggi formativi, ma con questa formula vuole spingersi oltre e tentare di valicare non solo le frontiere geografiche, ma anche quelle emotive. 

Si è pensato che un progetto che partisse dall’analisi dell’idea di contemporaneo offrisse un terreno fertile per tornare a dialogare, confrontarsi, opporsi e condividere. 

Le giovani artiste selezionate Samela Balazi, Beatrice Caruso, Cheriese Dilrajh, Anna Martynenko e Mirino Mwandiambira e la curatrice Azzurra Pizzi, provengono da paesi Europei, Balcanici e Africani.

La giuria che le ha selezionate è composta da Alessandra Atti Di Sarro, Simone Ciglia e Carlotta Sylos Calò.

Al workshop Hic et Nunc n.2 intervengono tra gli altri Angelo Capasso, Simone Ciglia, Heidi Erdmann, Carlotta Sylos Calò, Matteo Piccioni e Alessandra Troncone, con la cura di Alessandra Atti Di Sarro.

ARP Art Residency Project 9°Edizione la giuria ha scelto i finalisti per la categoria artisti. Ora l’ultimo passaggio: a vincere saranno in 5.

ARP è il programma di scambi culturali e formativi nell’ambito delle arti visive, ideato e promosso dal Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, con il contributo di MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di Media Aid Onlus e con la collaborazione di Rainbow Media NPO. 

Metamorphosis, Paola Tassetti. In mostra il lavoro della vincitrice della V Edizione del Premio Pannaggi / Nuove generazioni. 8-28 giugno 2023.

Opere che danno spazio ad una visione del mondo che ricostruisce l’antico potente nesso tra il microcosmo e il macrocosmo, tra l’uomo e la natura, l’arte e la scienza. La mostra Metamorphosis di Paola Tassetti, a cura di Loretta Fabrizi, offre un percorso artistico che nasce da una innata fascinazione e un approfondito studio sul tema della metamorfosi, quel mutamento della realtà dato dall’inesorabile trascorrere del tempo che è stato anche uno dei motivi letterari, artistici e filosofici più intriganti e indagati in ogni epoca storica. Nella sua ricerca di una nuova realtà in movimento, appare indispensabile all’artista il recupero del passato, scrigno di antichi saperi, di miti e di riti che permettano di percorrere con più consapevolezza le strade del futuro. L’artista prende dunque le mosse dai pionieristici studi di medicina di Andrea Vesàlio, dalle sue straordinarie tavole anatomiche, realizzate a Venezia dagli artisti della scuola di Tiziano Vecellio. Nascono così le sue Psicogeografie, tavole anatomiche e composite installazioni di frammenti e reperti che raccontano spaccati di metamorfosi fiorite sia sulle tele che nelle sculture.

Il Centro Luigi di Sarro, in collaborazione con il CeSMa (Centro Studi Marche) e in linea con la sua più che quarantennale attività di promozione di giovani talenti a livello nazionale e internazionale, accoglie anche quest’anno nei suoi spazi espositivi il Premio Pannaggi/Nuova Generazione 2022 V edizione, un’iniziativa dell’associazione “Amici di Palazzo Buonaccorsi” di Macerata a sostegno dei giovani artisti per la promozione dell’arte contemporanea nelle Marche e in Italia.

La Giuria composta da Paola Ballesi, Katiuscia Cassetta, Nikla Cingolani, Loretta Fabrizi, Paolo Gobbi, Marina Mentoni, Mauro Mazziero, Giuliana Pascucci, Massimo Vitangeli, ha assegnato il premio alla giovane artista civitanovese Paola Tassetti, con la seguente motivazione: “un’artista multidisciplinare e dai molteplici interessi che fa della sua arte uno stile di vita nell’incessante ricerca delle sorgenti del sapere e del fare, che trovano nella sapiente manipolazione della materia e delle forme la più alta espressione culturale”. 

Paola Tassetti (Civitanova Marche Alta, 1984) studia arte, si laurea in architettura e successivamente si specializza nella ricerca del paesaggio italiano. Continua la sua formazione artistica a Kyoto presso lo studio Tomohiro Hata Architect and Associates e a Londra allo Uncommon Studio Creative.

La sua attività multidisciplinare sperimenta i terreni di confine tra diverse scienze: biologia, botanica, tassonomia, anatomia, archeologia, antropologia, sociologia, psicologia e architettura.

Contempera l’interesse per il paesaggio con la ricerca sull’anatomia umana con cui alimenta la sua espressione creativa fatta di diari, disegni, installazioni site specific, pitture surreali, collage digitali, arte digitale, pittura materica, serigrafia, raccolte tassonomiche, installazioni seriali e performance dove il corpo diventa veicolo di sperimentazione e terreno di scambio tra l’interiorità e la realtà.

ATTRAVERSARECONFINI, un progetto di Karmen Corak, Fariba Karimi, Gianna Parisse e Claudia Hyunsook Son. Dal 15 Aprile al 13 maggio 2023 il lavoro di quattro artiste da Corea, Iran, Italia e Slovenia per volgere lo sguardo sul mondo di oggi e le sue aberrazioni.

Opening 15 Aprile h.18,00.

Quattro donne con storie di vita differenti, quattro artiste con radici culturali varie e stratificate, un lavoro corale che si affianca alla ricerca personale e interdisciplinare di ciascuna identificando così un percorso comune, nei temi, nella poetica e nel dialogo delle pratiche. Un progetto che spazia fra materiali e medium diversi, ma che ci restituisce un pensiero unitario sulla contemporaneità. 

ATTRAVERSARECONFINI è un dialogo creativo fra Karmen Corak (Slovenia), Fariba Karimi (Iran), Gianna Parisse (Italia) e Claudia Hyunsook Son (South Korea), che culmina in un grande muro composto di 273 opere, assemblate dalle quattro artiste secondo una trama di assonanze visive. 

Scrive Gianna Parisse a nome del gruppo: “Il progetto nasce dalla volontà di lavorare a più mani, di formulare un progetto collettivo, da parte di quattro artiste di differenti nazionalità, in un momento in cui separazioni, muri, guerre e violenze, annichiliscono il nostro quotidiano e tutto sembra precipitare nell’abisso.

Questo lavoro comune, al femminile, si e’ espresso con un manufatto collettivo che si compone di piccoli lavori su carta, manifesto emozionale di accostamenti e sinergie e nella presentazione di opere singole che in una dimensione più aderente al reale, si allineano alla necessità di difendere ciò che più è fragile. A partire dai nessi tra il dominio sulla natura e il suo sfruttamento e l’oppressione verso i fragili e verso le donne con la loro sottomissione”.

Il progetto è realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata Slovena a Roma e il Centro di Cultura Coreana.

  Karmen Corak

Murska Sobota, Slovenia. Artista italiana che vive tra Venezia, Roma e Marsiglia. Ha studiato Arti                 Grafiche in Croazia e Conservazione e Restauro di opere d’arte su carta in Italia, Giappone e Austria. Presto la fotografia è diventata il suo mezzo espressivo, ha frequentato workshop con Rinko Kawauchi e Hans-Christian Schink. È stata invitata a mostre collettive e personali in Croazia, Francia, Germania, Giappone, Italia, Russia, Slovenia, Spagna, Ungheria e Stati Uniti, ricevendo premi internazionali in Fine Art Photography a Parigi, Malaga e Berlino. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche in Italia, Slovenia e Giappone. Ha sviluppato progetti espositivi di arte contemporanea per istituzioni pubbliche e private. La sua fotografia registra il flusso costante delle cose e dà loro un altro ordine di esistenza. La particolare scelta del supporto cartaceo ne esalta le qualità estetiche e la capacità di evocare un esilio dalla realtà e dislocarlo in altre sfere della percezione.

          Gianna Parisse

Roma, Italia. Architetto, artista e PhD in progettazione architettonica, fonda la sede romana dello Studio Archea, dedicandosi alla ricerca architettonica concepita sia da un punto di vista teorico che progettuale come relazione arte e architettura. Più recentemente si diploma in Pittura e si specializza in tecnologia dei materiali cartacei, all’ Accademia di Belle arti di Roma. Partecipa a mostre ed esposizioni in Italia e all’estero. Alle riflessioni sul paesaggio terrestre e celeste, sulle cartografie, sui fenomeni percettivi e fisici in cui siamo immersi, si affiancano trasformazioni, dissolvimenti, sparizioni di cose e natura, ovvero pensieri circolari tra vita e morte, tempo e memoria. I mezzi espressivi sono di volta in volta differenti, dalle carte ai colori naturali autoprodotti, alle immagini elaborate digitalmente, alla fotografia, alle riprese con lo scanner. Per quanto il medium carta, materia viva, sensibile, impressionabile, sia sempre presente. 

           Fariba Karimi

Tabriz, Iran. Dal 2009 vive e lavora a Roma. Si forma presso il liceo artistico di Tehran e si laurea in Pittura nel 2006 all’Università di Arte a Tehran. Si laurea in Pittura nel 2014 all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 2003 partecipa a numerose mostre collettive e personali e diverse manifestazioni artistiche in Iran, in Italia e all’estero.La sua pittura astratta proviene da uno spazio profondo, da un mondo misterioso e nascosto, ai cui contenuti attinge attraverso la mediazione del segno. Veloce e incisivo. Ne deriva un racconto poetico, un linguaggio lirico che si configura in nuove forme e nuove scritture. Piu’ recentemente gli incisivi segni grafici e pittorici solcano le immagini fotografiche di frammenti del suo corpo, quasi a ricordare le cancellazioni che quotidianamente vengono inferte a diritti e donne iraniani. 

          Claudia Hyunsook Son

Seul, Corea del Sud. Laureata in Pedagogia dell’arte consegue la specializzazione in Educazione Artistica a Seul e la Laurea nel corso di Pittura presso l’Accademia di Belle arti di Roma, nonchè il  Master in Beni culturali ecclesiastici presso l’Università Pontificia Gregoriana. Partecipa a numerose mostre personali e collettive in Europa, Asia e Stati Uniti. Vive e lavora tra Roma e Seoul. La sua arte crea immagini nello spazio dove si incontrano la cultura dell’Occidente e dell’Oriente. Sperimenta la sua ispirazione interiore rinnovando le sue immagini  attraverso il tempo, la trasparenza e il vuoto, cosicchè il viaggio della coscienza vada avanti in un movimento tendenzialmente infinito.