CL/PA – the travel. Il progetto di Giulia Fumagalli, realizzato con Aran Ndimurwanko, tra Cile e Panama è tra i vincitori di Italian Council 10 – Sviluppo dei talenti. Il viaggio si è svolto nell’ambito del programma di residenze La Wayaka Current. Il Centro Di Sarro, che è uno dei partners culturali del progetto, ospiterà in autunno la mostra conclusiva.

CL/PA – the travel è un progetto di residenza artistica nomade in ambienti naturali remoti e fra popolazioni indigene.

CL/PA – the travel si è svolto nell’ambito del programma di residenza presso @lawayakacurrent.
Il progetto è sostenuto da Italian Council (2021), Direzione Generale Creatività Contemporanea #DGCC, Ministero della cultura @mic_italia@creativita_contemporanea, con la partnership di Spazienne @spazienne e Centro Luigi Di Sarro @arp_art_residency_project

In un mondo scandito da tempi veloci, limitazioni e regole imposte dalla società, CL/PA – the travel rappresenta una possibilità di ritorno alle origini, ad un tempo personale e a nuove visioni possibili. Un archivio sul tempo, sulla forma e sui materiali. Una ricerca di confronto e dialogo con personalità artistiche differenti, che ad oggi viene sempre meno.

Il progetto di Giulia Fumagalli, che ha vinto l’Italian Council  Edizione 10 – Sviluppo dei Talenti, è costruito in collaborazione con Aran Ndimurwanko, artista trentino la cui pratica è legata alla cultura africana e all’utilizzo di materiali naturali. La necessità di affrontare il percorso in un confronto continuo con un altro artista nasce dalla curiosità di comprendere se pratiche formalmente e concettualmente differenti, inserite nella stessa situazione possano creare uno scambio che vada anche al di là del semplice dialogo.

CL/PA – the travel inizierà a comporsi di immagini, disegni, bozzetti, scritti e opere d’arte durante il percorso: la residenza La Wayaka Desert 26°S (Cile, Deserto di Atacama 5-26 Aprile 2022); l’itinerario in Cile nord (26 Aprile-4Maggio 2022); l’itinerario fra Panama e Panama City (5-9Maggio 2022) e infine la residenza La Wayaka Tropic 08°N (Panama, Arcipelago di Guna Yala 10-31 Maggio 2022) sviluppando una ricerca in dialogo con altri artisti, curatori e collaboratori del programma. 

Questo itinerario sarà l’occasione per esplorare nuove prospettive artistiche, per riflettere sulla situazione attuale del mondo, sulla propria posizione nel sistema sociale/relazionale e sulla questione ecologica. Un archivio in divenire, che prenderà forma man mano, con interventi di vario genere, il cui risultato potrebbe concretizzarsi in visioni e opere formalmente distanti o in lavori realizzati addirittura a più mani.

A conclusione del periodo di viaggio tutto il materiale raccolto confluirà in una pubblicazione, prodotta con il sostegno di Spazienne (Garbagnate Milanese), e le opere nate anche successivamente dalla maturazione dell’esperienza fatta saranno esposte in una mostra presso il Centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro (Roma) fra il 15 Novembre e il 15 Dicembre 2022.

Abbiamo seguito le tappe del viaggio, sia qui sul sito che sul nostro IG @arp_art_residency_project, man mano che gli artisti ci hanno inviato aggiornamenti e anticipazioni. 

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IL RACCONTO di Giulia Fumagalli:

🦙 Desert 23°S – Deserto di Atacama, Cile 

Perché sei andata nel deserto?
“Ho iniziato a sentire il bisogno di un intervallo temporale che fosse solo mio.Più di tutto avevo bisogno di respirare e il deserto è il luogo perfetto per interrompere lo stato di apnea e iniziare ad ascoltare il proprio corpo. 
Mi è stato detto che il tempo lo teniamo nel cuore, che i nostri battiti scandiscono un ritmo che dobbiamo imparare a rispettare vivendo, camminando, respirando”.


Cosa hai fatto nel deserto?
“Ho camminato in lungo e in largo, cercando di percorrerlo in ogni sua direzione possibile, perché solo camminando si riesce ad assaporarne l’essenza.
Nel deserto non c’è molto da fare.
Quello che si vede sono sabbia e sassi, sabbia e sassi in un susseguirsi di superfici che mutano pattern di continuo.Nel deserto sei solo, ma non sei mai solo per davvero. 
La Pachamama è ovunque: nei sassi, nella sabbia, nel sale. Un vuoto così pieno che mi ha fatto sentire estremamente bene”.

Cosa hai imparato dal deserto?
“Ho imparato a considerare le cose nella loro totalità, apprezzandone la dualità.
Come quella notte nel deserto, sdraiata sulla sabbia, in cui mi sono state raccontate le costellazioni Licanantay. Mi hanno parlato non solo di stelle luminose, ma di forme nere i cui contorni sono delineati dalla luce. 
Un lama, un serpente, una volpe, e tanti altri personaggi disegnano la volta celeste senza illuminarla ed è stata la prima volta in cui mi sono resa conto di non essere mai riuscita a osservare il cielo nella sua complessità.”


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