Meteoriti a Roma – Giorgio Russi – a cura di Antonello Rubini – Inaugurazione sabato 9 marzo, ore 18.

“Credo non sia difficile rendersi subito conto che la chiave più pertinente di lettura per l’intelligenza della pittura di Giorgio Russi riguardi la dimensione onirica”. Così il grande Enrico Crispolti – che del lavoro di Russi si è occupato in modo assiduo, almeno per tutti gli anni Ottanta, ritenendolo allora una delle più significative figure emergenti nel panorama artistico italiano – apriva la parte a lui dedicata del suo testo nel catalogo della mostra Casciello, Gadaleta, Russi. Una triangolazione attuale, tenutasi alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo nel 1986. Un’affermazione, dunque, di ormai più di trent’anni fa, ma che oltre a ben inquadrare l’area immaginativa del fare di Russi di quel periodo, il più noto (tra paesaggi celesti più iconici dominati dalla presenza di volatili fortemente inquietanti, prima, e più essenziali scenari, ora più ora meno vagamente paesaggistici abitati da misteriose “fiammelle”, poi), risulta perfettamente calzante anche al lavoro attuale dell’artista, che costituisce la presente mostra. Ed è il segno non solo di una coerenza, di una continuità (seppure la sua arte ne abbia fatta di strada da allora), ma dell’esistenza di un determinato ambito a cui Russi continua necessariamente a rispondere, sentendolo quindi pressoché da sempre intimamente come proprio. (…) Antonello Rubini

In mostra 20-25 lavori recenti di Giorgio Russi tra dipinti e sculture. 

Giorgio Russi è nato a Torino il 29 dicembre 1946, vive e lavora a Treviso. Dopo il Diploma di Maestro d’Arte e la Maturità d’Arte Applicata ha conseguito il Diploma di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Roma sotto la guida di Pericle Fazzini. Dal 1971 al 1988 è stato docente di Scultura presso il Liceo Artistico Statale di Teramo.  A partire dai primi anni Ottanta ha svolto un’intensa e significativa attività artistica partecipando a numerose rassegne nazionali ed internazionali. Vincitore di Concorso Nazionale, dal 1988 al 2011 è stato Preside del Liceo Artistico Statale di Treviso.

MOSTRE – Mojmir U. Ježek SFERICA opere in due e tre dimensioni – 12-30 aprile 2016

 

A cura di Roberto Gramiccia si inaugura  martedì 12 aprile 2016 ore 18 al Centro Luigi Di Sarro la mostra Mojmir Ježek “Sferica”,  opere in due e tre dimensioni in cartone, polistirolo, gommapiuma e rame battuto. Durante una visita alla galleria Di Sarro c’è stato l’incontro emozionante con il grembo femminile in maglia metallica realizzato da Luigi Di Sarro tanti anni prima. L’affinità rivelata è stata il motivo fondante di questa mostra.Ježek, contemporaneamente ai suoi cuori sul Venerdì di Repubblica, ha lavorato per anni alla ricerca sul corpo femminile, rintracciandovi le strutture geometriche, la trigonometria sferica che ne regola le forme.Ma tutto ha inizio, tanti anni fa, da una foto della pancia incinta della madre del suo unico figlio.

Eng. Version

At the Centro Luigi Di Sarro, April 12 -30th, Mojmir Ježek will exhibit his work, entitled “Sferica”… Two and three dimensional creations in copper, cardboard, foam rubber and polystyrene. During a recent visit to the Di Sarro Gallery the artist was emotionally struck by the metallic female womb in mesh metal done by Luigi Di Sarro many years ago. This revealed affinity is the motivating force of this exhibition. Ježek, along with his well known hearts published weekly in “Venerdì” magazine “la Repubblica”, has been working for years on the female form, tracing all its geometric structures… the spherical trigonometry that regulates the form of it.The origin of all this, many years ago, was a photograph of the pregnant belly of the mother of his only son.

 

Mojmir U. Ježek SFERICA "Opere in due e tre dimensioni"
Mojmir U. Ježek
SFERICA “Opere in due e tre dimensioni”

 

PARTI / Paradigmi di itinerari creativi Francesca Ferraiuolo, Domenico Mendicino, Antonella Rocca a cura di Tonino Sicoli

PARTI / Paradigmi di itinerari creativi
Francesca Ferraiuolo, Domenico Mendicino, Antonella Rocca
a cura di Tonino Sicoli

 

12 febbraio – 4 marzo 2016

inaugurazione: venerdì 12 febbraio 2016, ore 18

 

 

Si inaugura il 12 febbraio 2016 presso il Centro Di Sarro di Roma la mostra  “PARTI / Paradigmi di itinerari creativi. Francesca Ferraiuolo, Domenico Mendicino, Antonella Rocca” curata da Tonino Sicoli. La mostra,  visitabile fino al 4 marzo, è organizzata in collaborazione con il MAON, Museo d’arte dell’Otto e Novecento di Rende (Cosenza).

 

PARTI è una mostra che vuole mostrare alcuni aspetti del percorso creativo di tre artisti, in un dialogo intergenerazionale, un intreccio azzardato e provocatorio di esperienze diverse, con una ricerca artistica figlia certamente di una cultura visiva post-pop ovvero composta da una imagerie tecnologica, mediatica, consumistica ma che, tuttavia, sa mantenere vivo il senso dello stupore e della meraviglia. L’omologazione delle immagini fotografiche, digitali, pubblicitarie e dell’oggettistica d’uso viene evitata e messa in discussione da un processo di metabolizzazione e di approccio critico alla cultura visiva contemporanea, assunta come un linguaggio possibile ma non come un modello concettuale o uno stereotipo di valori da comunicare. Francesca Ferraiuolo, Domenico Mendicino e Antonella Rocca fanno rispettivamente uso della digitalizzazione, della fotografia e dell’assemblaggio oggettuale per una gestazione di opere a prima vista “normali” ma che si rivelano subito di un visionarismo particolare, in una specie di parto fantastico e irreale, in cui la realtà fa da spunto ad una creazione immaginifica, che si spinge in una dimensione evocativa e portatrice di suggestioni

( Estratto dal testo in catalogo di T. Sicoli )

English Version

PARTI is an exhibition that wants to show some of the creative aspects of three different artists through an intergenerational dialogue, a provocative and risky interweaving of different experiences. The artists came from a post-pop artistic visual culture composed of a technological consumerist media imagery, who still, however, can keep alive a sense of wonder and amazement.

The homogenisation of the images  such as photos, digital, advertising and everyday objects is avoided and questioned by a process of metabolism and critical approach to contemporary visual culture. This culture is taken as a possible language but not as a conceptual model or a stereotype of values ​​to communicate.

Francesca Ferraiuolo, Domenico Mendicino and Antonella Rocca, respectively, use digitization, photography and object assembly for the development of works that we could define at first glance as “normal” but they are, instead, full of a particular vision, in a kind of fantastic and unreal birth, in which reality represents the first step of a imaginative creation pushing towards an evocative dimension full of suggestions.

(T.Sicoli from the catalogue’s text)