A NICCA. Marcela Gottardo e Flavia Monteiro. A cura di Steven Y. Wong. Dal 7 al 30 novembre 2019

A Nicca si riferisce a una dottrina fondamentale del buddismo che si basa sull’idea dell’impermanenza, cioè che l’esistenza è in costante stato di cambiamento. L’etimologia Anicca è una negazione della parola radice “nicca” e significa stabilità e continuità. Le opere di Marcela Gottardo e Flavia Monteiro non sono una negazione della permanenza, ma esplorano il concetto buddista di Anicca attraverso l’instabilità e le trasformazioni della materialità e dell’essere. Gottardo e Monteiro, insieme si interrogano su come vediamo attraverso la lente soggettiva della nostra conoscenza e abbracciano la nostra impermanenza destinata, oltre la crisi filosofica ed esistenziale del nichilismo.

Gottardo impiega materiali e/o temi familiari per creare frammenti della propria esistenza temporale e ideazione del sé. Questi frammenti sono assemblati e trattati come forme uniche che si trovano in una stasi di degrado, eppure fanno eco alla memoria di forme organiche e di spazio negativo. L’opera di Gottardo presenta esplorazioni materiali della forma, risultando in un sondaggio di opere d’arte che evocano un indice archeologico, incoraggiando una scoperta visiva di manufatti.

Monteiro mette in mostra diversi corpi di opere che includono cianotipi sospesi che riecheggiano come gli indumenti che si asciugano su una corda da bucato; e includono anche forme organiche di oggetti di uso quotidiano, comprese le ombre della flora del deserto. Monteiro esamina il suo adattamento a vivere in un nuovo ambiente desertico abbracciando il sole del deserto e le sue ombre nella creazione dei suoi cianotipi. Queste opere confutano il suo ambiente arido attraverso il blu profondo dei cianotipi, il processo liquido che sviluppa queste immagini e attraverso i blocchi della radiazione del sole del deserto nell’esporre i cianotipi. Questi cianotipi sono anche abbinati a fotografie che rafforzano i deserti bramosi di acqua. Monteiro contrappone i cianotipi e le fotografie con i suoi caldi dipinti di griglie e strutture che suggeriscono un contenimento, non solo di colore ma anche dello spettro di fluidi che avvolgono il vuoto. La pratica di Monteiro esamina le idee di trasformazione attraverso l’entropia visiva della struttura, documentando il proprio ambiente e il desiderio di contenere.

Friedrich Wilhelm Nietzsche ha criticato il concetto buddista di Anicca, postulandolo in opposizione alla sua idea di “volontà di potere”, dove ha equiparato l’idea dell’impermanenza al nichilismo. Le opere di Gottardo e Monteiro sfidano le sue accuse alla pratica ascetica del buddismo (e del cristianesimo) come la “volontà al nulla”, attraverso la loro esplorazione affermativa del materiale e dell’ambiente in continua evoluzione. Le loro opere parlano della transizione di vite vissute impermanenti all’interno della diaspora brasiliana. In definitiva questa mostra abbraccia la realtà dell’impermanenza del nostro mondo con un obiettivo di accettazione dell’instabile e dell’ignoto. (Steven Y. Wong, USA )

Steven Y. Wong è nato a Los Angeles, dove attualmente è curatore della Municipal Art Gallery di Los Angeles. In precedenza è stato direttore esecutivo ad interim e curatore senior presso il Chinese American Museum, dove ha sviluppato e realizzato mostre di arte contemporanea e storia. Steven ha tenuto conferenze presso l’UC Santa Barbara ed è stato professore a contratto presso il Ventura College e il Pasadena City College in Dipartimenti di studi americani di storia, storia e arte americana asiatica. Steven ha conseguito un Master in Asian American Studies presso l’Università della California, Los Angeles e un Master in Belle Arti presso l’Università della California, Santa Barbara.

Marcela Gottardo è nata in Brasile. Vive e lavora a Pistoia, in Italia. L’opera d’arte di Marcela utilizza materiali e processi per indagare sulla natura dell’essere e del divenire. Ha conseguito un Master in Belle Arti nel 2014 e una laurea in Pittura nel 2012, presso l’ Otis College of Art and Design, Los Angeles, California, USA.

Flavia Monteiro è nata a Rio de Janeiro, in Brasile. Vive e lavora nel deserto della Coachella Valley in California (USA). Esplora le percezioni alterate rielaborando continuamente le sue opere fino a quando i preconcetti e le aspettative non vengono infranti, e una trasformazione è completata. Flavia ha esposto le sue opere in California alla Los Angeles Municipal Art Gallery, al Palm Springs Art Museum, al Vincent Price Museum, alla Bolsky Gallery, all’aeroporto internazionale di Los Angeles, e ha creato opere d’arte pubbliche per le città di Malibu e Glendale. Le sue opere sono state esposte in gallerie a Rio de Janeiro e presso l’Ibero-American Art Salon presso il Mexican Cultural Institute (Washington, DC). Flavia ha conseguito un MFA presso l’Otis College of Art and Design nel 2013 e una laurea in Educazione artistica e Comunicazione sociale. Ha completato gli studi post-laurea in Art Therapy. Prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 2003, ha lavorato come educatrice d’arte e ha sviluppato programmi di educazione artistica presso il Colégio Pedro II, la scuola modello federale brasiliana a Rio.

Luigi Di Sarro. Teatro in forma di fotografia, a cura di Lorenzo Mango. 3-22 Ottobre 2019. Istituto Italiano di Cultura Belgrado per la 15° Giornata del Contemporaneo Amaci-Maeci.

L’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado presenta Luigi Di Sarro. Teatro in forma di fotografia, una mostra dedicata a Luigi Di Sarro, artista attivo negli anni Sessanta e Settanta, periodo oggi all’attenzione della critica per le spinte innovative portate nell’arte contemporanea. La mostra, organizzata in occasione del quarantennale della morte dell’artista in collaborazione con il Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, è curata dal Prof. Lorenzo Mango dell’Università di Napoli “L’Orientale” e sarà inaugurata presso l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado il 3 ottobre 2019 alle 18.30, dove rimarrà aperta fino al 22 ottobre.

IIC Belgrado partecipa con questo evento alla Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI che nelle ultime edizioni, con la collaborazione avviata dal Mibac con il Maeci, vede coinvolti anche Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura all’estero nell’organizzazione di eventi per la valorizzazione dell’arte e della cultura italiana contemporanea.

L’inaugurazione sarà preceduta dalla presentazione del libro di Carla Cucchiarelli Quella notte a Roma, una biografia dell’artista prematuramente scomparso, a soli trentasette anni nel 1979, ucciso per un fatale equivoco nel clima teso degli anni di piombo.

Il progetto di promozione internazionale legato al quarantennale, si ispira ad un’intuizione dello stesso Di Sarro che in un disegno a penna aveva indicato le mete sul globo terrestre “Roma, New York, Tokyo e… chissà dove”, è stato promosso e realizzato in numerose sedi all’estero e dopo la tappa belgradese proseguirà per altre esposizioni nel mondo.

https://iicbelgrado.esteri.it/iic_belgrado/it/gli_eventi/calendario/2019/10/mostra-luigi-di-sarro-teatro-in.html

Meteoriti a Roma – Giorgio Russi – a cura di Antonello Rubini – Inaugurazione sabato 9 marzo, ore 18.

“Credo non sia difficile rendersi subito conto che la chiave più pertinente di lettura per l’intelligenza della pittura di Giorgio Russi riguardi la dimensione onirica”. Così il grande Enrico Crispolti – che del lavoro di Russi si è occupato in modo assiduo, almeno per tutti gli anni Ottanta, ritenendolo allora una delle più significative figure emergenti nel panorama artistico italiano – apriva la parte a lui dedicata del suo testo nel catalogo della mostra Casciello, Gadaleta, Russi. Una triangolazione attuale, tenutasi alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo nel 1986. Un’affermazione, dunque, di ormai più di trent’anni fa, ma che oltre a ben inquadrare l’area immaginativa del fare di Russi di quel periodo, il più noto (tra paesaggi celesti più iconici dominati dalla presenza di volatili fortemente inquietanti, prima, e più essenziali scenari, ora più ora meno vagamente paesaggistici abitati da misteriose “fiammelle”, poi), risulta perfettamente calzante anche al lavoro attuale dell’artista, che costituisce la presente mostra. Ed è il segno non solo di una coerenza, di una continuità (seppure la sua arte ne abbia fatta di strada da allora), ma dell’esistenza di un determinato ambito a cui Russi continua necessariamente a rispondere, sentendolo quindi pressoché da sempre intimamente come proprio. (…) Antonello Rubini

In mostra 20-25 lavori recenti di Giorgio Russi tra dipinti e sculture. 

Giorgio Russi è nato a Torino il 29 dicembre 1946, vive e lavora a Treviso. Dopo il Diploma di Maestro d’Arte e la Maturità d’Arte Applicata ha conseguito il Diploma di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Roma sotto la guida di Pericle Fazzini. Dal 1971 al 1988 è stato docente di Scultura presso il Liceo Artistico Statale di Teramo.  A partire dai primi anni Ottanta ha svolto un’intensa e significativa attività artistica partecipando a numerose rassegne nazionali ed internazionali. Vincitore di Concorso Nazionale, dal 1988 al 2011 è stato Preside del Liceo Artistico Statale di Treviso.

Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione. Un’opera di Luigi Di Sarro inserita nell’esposizione che la Galleria d’Arte Moderna di Roma ospita dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019

Circa 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline – GAM.Galleria d’Arte Moderna e MACRO – a documentazione di come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica, da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni Sessanta.

È Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, esposizione che la Galleria d’Arte Moderna ospita dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019. Il percorso espositivo è accompagnato da materiale documentario, videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali, oltre che da video di performance e film d’artista.

Nella serie dei ritratti esposti al secondo piano della mostra spicca, tra gli altri, il volto di Elisa, la moglie di Giacomo Balla, ritratta mentre si volta per guardare qualcosa o qualcuno dietro di sé. Il valore iconico dell’immagine è racchiuso nello sguardo che muta lo stupore in seduzione e curiosità trasformando il ritratto della giovane donna da oggetto da ammirare a soggetto misterioso.

Il percorso espositivo è accompagnato da videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali provenienti dalla Cineteca di Bologna e dall’Archivio dell’Istituto Luce-Cinecittà che ne hanno curato la realizzazione.

In una sala della mostra è proiettato il film, prodotto dall’Istituto Luce, Bellissima (2004) di Giovanna Gagliardi che attraverso documenti storici dell’Archivio Luce, spezzoni di film, canzoni popolari e interviste racconta per immagini il cammino delle donne nel ventesimo secolo.

L’ultima sezione della mostra, dedicata alle dinamiche e le relazioni tra gli sviluppi dell’arte contemporanea, l’emancipazione femminile e le lotte femministe, presenta materiale documentario proveniente da ARCHIVIA – Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne – e testimonianze di performance e film d’artista di alcune protagoniste di quella stagione fondamentale provenienti da collezioni private, importanti Musei e istituzioni pubbliche (Museo di Roma in Trastevere; Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale; Galleria Civica d’Arte Moderna Torino; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna; MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto – Archivio Tullia Denza).

Indirizzo: Via Francesco Crispi, 24 – 00187 ROMA (RM)

Sito web: 
http://www.galleriaartemodernaroma.it

FINITE/INFINITE Elena Giustozzi e Caterina Silva EVERARD READ/CIRCA Cape Town, Sudafrica 22 – 31 Marzo 2018

Opening 22 Marzo 2018 h.18,30

 

Con FINITE/INFINITE Elena Giustozzi e Caterina Silva mostrano il lavoro svolto durante la residenza ARP-Art Residency Project in Sudafrica. Una mostra che si offre come percorso a molti livelli, non la semplice nozione di viaggio, ma la volontà di osservare da e con differenti punti di vista.

Le passeggiate a piedi lente nella natura di Elena Giustozzi si rivelano nel confronto con lo sguardo dall’alto offerto dal Boomslang, la passerella sospesa dei Kirstenbosh Gardens, ma anche in un taccuino di suoni digitali raccolti al ritmo dei passi in vari angoli di Cape Town. Lavori realizzati in Italia, nelle Marche dove l’artista vive, si mescolano con le tele dipinte a Cape Town. Lavoro lento, meticoloso, meditativo, intimo e a tratti grandioso.

Le peripezie dell’anima di Caterina Silva, le sue continue interrogazioni sul senso del reale, e del linguaggio che vorrebbe esprimerlo, sono certamente nelle sue grandi tele, colorate e stropicciate, ma anche nel confronto con quanto l’anima porta appresso del proprio passato, lontano o vicino. E così nel confronto con gli studenti della Ruth Prose School of Art ha preso vita la performance ticticfshfshcoldcoldrainrain che prosegue una ricerca analoga appena svolta dall’artista in Norvegia.

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APORIE – MARCO PIANTONI e MERI TANCREDI – a cura di Francesco Santaniello

Inaugurazione: mercoledì 7 marzo 2018 dalle ore 18
7 – 30 marzo 2018 (dal martedì al sabato ore 16-19)

APORIE è il titolo della doppia personale di Marco Piantoni e Meri Tancredi.
“All’interno di una logica in cui tutto è previsto e garantito, sotto la protezione di un metodo che segna precisamente le tappe del percorso da seguire, è ancora possibile pensare? O non si tratta semplicemente di applicare delle regole, di eseguire un calcolo? Il pensiero “secondo l’aporia” – ci dice Derrida – è un pensiero “paziente” che se non sa dove andare, sa però dove sostare […] (G. Berto, Pensare “secondo l’aporia”, in J. Derrida, Aporie. Morire – Attendersi al “limite della verità”, Milano 2004, p. XI.)

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“NOT PROVISIONAL” ISABELLA NAZZARRI – VIVIANA VALLA bipersonale a cura di Ivan Quaroni in collaborazione con ABC-ARTE di Genova 8/2-2/3 2018

Opening 8 Febbraio 2018 ore 18,00

 

La doppia personale di Isabella Nazzarri (Livorno, 1987) e Viviana Valla (Voghera, 1986) è incentrata sul confronto diretto tra i diversi approcci metodologici e stilistici che le due artiste hanno utilizzato per costruire il proprio originale linguaggio pittorico.

Incentrata su un processo essenzialmente gestuale ed erratico, la pittura di Isabella Nazzarri si coagula in un campionario di forme sorprendenti, caratterizzate da segni dai colori vividi e brillanti che si stagliano su fondi monocromi nelle carte come nelle tele. La luce precipitata nei pigmenti diventa la materia anche delle sue sculture, fatte di resine colorate rinchiuse in ampolle di vetro (Monadi) oppure di poliuretano espanso modellato in modo da evocare le formazioni rocciose e i depositi calcarei presenti in natura.

Basata sulla stratigrafia di materiali cartacei è la ricerca di Viviana Valla, che attraverso il rimaneggiamento di post-it, ritagli di riviste, fogli prestampati, brandelli di carte argentate e molto altro costruisce una pittura intima e diaristica che paradossalmente assume l’aspetto di una composizione geometrica. Tema della sua indagine è il conflitto tra emotività e censura, che si esplica in un continuo bilanciamento tra il metodo accumulativo, di carattere intuitivo, e il rigido controllo esercitato sulle forme spesso ortogonali delle sue composizioni.

Tanto il metodo erratico di Isabella Nazzarri, fondato sulla fiducia e libertà gestuali e sulla levità cromatica e segnica, quanto quello critico e conflittuale di Viviana Valla, articolato in un dinamico contrasto tra emotività e razionalità, prefigurano l’assunzione di una responsabilità nei confronti del linguaggio pittorico, usato come filtro interpretativo per la costruzione di una Weltanschauung, di una visione del mondo.

Il titolo Not Provisional allude propriamente al carattere impegnato e “non provvisorio” degli approcci pittorici di Isabella Nazzarri e Viviana Valla. Le due artiste italiane, infatti, differentemente dai provisional painters che rifuggono dal sovraccarico di aspettative legate a un medium secolare come la pittura, accettano di elaborare grammatiche capaci di esprimere il carattere dubitativo, enigmatico e incerto che è all’origine della formazione delle arti visive.
La mostra Not Provisional presenta circa una trentina di opere – tra tele, carte e sculture – della recente produzione delle due artiste.

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CALENDARIO GUTENBERG 2018: giovani artisti italiani, a cura di Massimo Bignardi

Martedì 23 gennaio alle 18 sarà inaugurata la mostra delle opere selezionate per la pregevole opera editoriale giunta alla sua 15a edizione e dedicata quest’anno ad artisti italiani under 30.

Esposte le opere di Andrea Bressan (Cittadella, Padova), Flavia Bucci (Castel Frentono, Chieti), Emanuela Cruccu (San Gavino Monreale, Medio Campidano), Francesca Dondoglio (Torino), Flavia Carla Fanara (Formello, Roma), Roberta Favarato (Milano), Marco Goi (Sabbioneta, Mantova), Xhimi Hoti (Verona), Annatonia Luperto (Galatone, Lecce), Davide Pisapia (Napoli), Andrea Schifano (Castro, Lecce), Marco Tallone (Revello, Cuneo); dipinti, disegni, incisioni, fotografie che testimoniano di una nuovissima generazione dell’arte italiana.

Le opere in mostra sono quelle vincitrici del concorso bandito dalla Gutenberg Edizioni per la realizzazione del CALENDARIO 2018: un concorso al quale hanno partecipato 78 giovani artisti under 30, una significativa adesione che risponde al carattere di novità che, da quindici edizioni, segna il calendario d’arte. La commissione composta da Massimo Bignardi (docente di Storia dell’arte contemporanea, Università di Siena), Danilo Maestosi (giornalista e scrittore), Franco Marrocco (artista e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera-Milano) e Giuseppe Rescigno (artista) ha selezionato le opere che oggi articolano il CALENDARIO GUTENBERG 2018.

La mostra resterà aperta fino al 3 febbraio (dal martedì al sabato ore 16.00 -19.00).