LUIGI DI SARRO. Il corpo vivo della pittura, a cura di Paola Ballesi. Dal 7 Giugno al 17 Agosto all’Istituto Italiano di Cultura in Colonia

Dopo essere passata per Stoccarda la mostra LUIGI DI SARRO.Il corpo vivo della pittura, curata da Paola Ballesi, inaugura il 7 giugno 2018 negli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura a Colonia. L’esposizione prosegue il circuito di eventi che celebrano il 40ennale della scomparsa di Luigi Di Sarro.

“La creatività di Di Sarro investiga diversi ambiti artistici e scientifici, quali sono la pittura, la filosofia, la poesia, la matematica, la tecnologia, delle quali lo interessavano più gli aspetti della processualità rispetto a quelli legati alla rappresentatività. La sua modalità di approccio è piuttosto analitica. Constatiamo che tale diversità di interessi sia il risultato della sua grande curiosità e del desiderio di approfondimento dei temi di cui si occupava. Nel ciclo delle gouaches del 1964 ripete il motivo del quadrato, e nei quadri parzialmente realizzati con il procedimento del “dripping”, in cui spruzza la tela con il colore, mostra due diverse procedure, due principi opposti: la ripetitività e l’espressività. Nei suoi dipinti ad olio e acrilico invece sperimenta e gioca con la tridimensionalità sulla superficie. Oggi le sue opere offrono una ricchezza e un significato stratificato, che nel percorso del tempo non hanno perso nulla della loro potenzialità artistica”, scrive Maria Mazza, Direttore di IIC Colonia nell’introduzione al catalogo della mostra che contiene oltre ad una nota della curatrice anche un’ampia antologia critica.

Esposte 38 opere di pittura realizzate da Di Sarro tra gli anni 60 e 70 con varie tecniche dalla gouache all’acrilico che “declinano la fenomenologia del segno nato dal gesto del corpo” – come spiega Paola Ballesi – “Con la ‘grafia’ del corpo, intesa nelle sue varianti, che spaziano dalla presenza fisica del pittore sulla tela attraverso il segno unico e continuo, alla ‘figurazione’ del corpo sentita come mappa di energia, Di Sarro sottrae la creazione ad ogni stilizzazione formale. Da medico-artista o, forse avrebbe preferito, da artista-medico, fa sì che la lingua dell’arte diventi un corpo vivo che agisce e reagisce a contatto con stimoli ogni volta nuovi e ogni volta diversi.

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SEGNI disegni e fotografie di Luigi Di Sarro, a cura di Carlotta Sylos Calò – Istituto Italiano di Cultura di Cracovia (6 Luglio – 6 Agosto 2018)

Prosegue il circuito di mostre in occasione della ricorrenza del 40° anno dalla morte di Luigi Di Sarro, una serie di eventi in Italia e all’estero, allo scopo di diffondere e approfondire una multiforme produzione artistica ancora oggi reputata di grande attualità.

L’omaggio a Luigi Di Sarro, artista attivo negli anni Sessanta e Settanta – periodo oggi all’attenzione della critica per le spinte innovative portate nell’arte contemporanea -, vuole evidenziare la sua forte vocazione sperimentale. Un atteggiamento e una necessità da parte dell’artista che procedeva sperimentando in tutti i campi e in tutte le tecniche espressive con le quali ha lavorato (oltre alla fotografia la pittura, il disegno, la scultura e la grafica). Scrive così Italo Zannier in un saggio sulla ricerca fotografica di Di Sarro: […] ma che cosa è la sperimentazione se non il risultato avviato da un’idea ? Lo sono anche le fotodinamiche imprecise di Bragaglia come le strobofotografie, le luminografie, le cronofotografie, le sequenze “corporali” di Luigi Di Sarro. Queste immagini sono innanzitutto risultati, non “prove”, come si vorrebbero le “sperimentazioni”. La sperimentazione è infatti implicita nel fare e non si sa dove conduce e quando si completerà, se terminerà; e guai, comunque, se si dovesse concludere, perché ogni sua fase è già un risultato. […] Luigi Di Sarro – fotografo, ha realizzato il suo rito visivo con una straordinaria felicità espressiva, persino lucida e densa però di ironia, drammatica anche, inquietante […]. (in I. Zannier, Luigi Di Sarro. Alla scoperta della fotografia, 2001.)

Oltre al materiale custodito nell’Archivio Storico dedicato all’artista, due fondi consistenti di opere fotografiche sono conservati presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e l’Istituto Nazionale per la Grafica a Roma. Inoltre, nel 2009, alcune opere fotografiche dell’artista sono state acquisite in collezione, e conseguentemente anche esposte, a Parigi dal Centre Pompidou. L’acquisizione è stata curata da Quentin Bajac.

L’archiviazione in corso della mole di lavori che l’Artista ha lasciato permette oggi di approfondire e collegare molti temi, nell’immediato non evidenti. Numerosi fin qui sono gli studiosi che hanno scritto di Di Sarro, che hanno studiato molta parte della sua produzione, e molta altra è ancora allo studio. L’occasione degli eventi del Quarantennale vuole essere una nuova e prolifica opportunità di analizzare un lavoro che sempre di più si svela come un ampio teorema argomentato in molte direzioni, quasi fosse un atlante enciclopedico.

La mostra SEGNI disegni e fotografie di Luigi Di Sarro che Carlotta Sylos Calò ha curato per gli spazi degli Istituti italiani di cultura di Varsavia e di Cracovia in Polonia è uno dei tanti percorsi possibili alla ricerca dei nessi che Di Sarro studiava e sperimentava, appunto. Esposte le fotografie sperimentali, una serie di disegni e alcune acqueforti prodotte a cavallo fra gli anni ’60 e ’70. La ricerca di Di Sarro, scrive la curatrice nel catalogo edito dall’Istituto di Cultura: “si radicalizza nell’approccio sperimentale – dettato anche dalla doppia professione dato che Di Sarro è artista ma anche medico – e matura nell’uso irriverente dei materiali (la rete, il bitume, il tondino di ferro, il pennello, la matita, la fotografia) capaci di far emergere suggestioni particolari nelle forme create. In questo contesto proprio il segno acquista un potere generativo straordinario di forme e spazi, ancora, ma più consapevolmente, senza una reale cesura tra astrazione e figurazione, cui contribuisce la trasversalità nell’approccio alle tecniche che da sempre caratterizza il lavoro dell’artista. 

Di seguito le immagini dell’opening presso IIC VARSAVIA (30 Maggio-28 Giugno 2018).

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LUIGI DI SARRO. Il corpo vivo della pittura a cura di Paola Ballesi 14Maggio-1Giugno 2018 Rathaus Stuttgart

Dopo la tappa in Sudafrica dove si conclude il 18 maggio la mostra World Disclosure, sculture e gigantografie di Luigi Di Sarro al Museo Edoardo Villa dell’Università di Pretoria, prosegue il circuito di eventi che celebrano il 40ennale della scomparsa dell’artista. Il Centro Di Sarro propone un nuovo allestimento di opere, questa volta pittoriche, presso il Municipio di Stoccarda, in Germania. Il circuito internazionale si svolge in partnership con gli Istituti Italiani di Cultura. L’esposizione dal titolo LUIGI DI SARRO.Il corpo vivo della pittura è curata da Paola Ballesi, e realizzata con la collaborazione del Centro Studi Marche. In mostra 38 opere di pittura realizzate da Di Sarro tra gli anni 60 e 70 con varie tecniche dalla gouache all’acrilico. Inaugurazione 14 maggio alle 18.30.

LUCA COCLITE e KAMYAR BINESHTARIG VINCONO IL VAA-VIDEO ART AWARD

La premiazione si è svolta in una caotica, affollata e allegra festa italiana dell’arte allo Tsoga Centre di Philippi, Cape Town.

L’evento, realizzato dal Centro Luigi Di Sarro con il contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria e la collaborazione di Rainbow Media NPO, ha offerto ai partecipanti l’occasione di scoprire la vibrante scena artistica della township in un susseguirsi di video proiezioni all’interno del centro comunitario di Samora Machel gestito dai giovani di Ubuntubethu.

Su quattro schermi  i corti finalisti del VAA, selezionati dalla giuria di esperti. Nel corso della festa è stato presentato il vincitore della sezione italiana, Luca Coclite che ha ottenuto il premio-viaggio per il Sudafrica ed è atterrato a Cape Town per partecipare alla premiazione. In mostra anche i finalisti della sezione sudafricana il cui vincitore Kamyar Bineshtarig otterrà il viaggio premio in Italia per partecipare in settembre al Festival Internazionale CortoLovere sul Lago d’Iseo, durante il quale saranno mostrati nuovamente i 10 video finalisti.

 

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Luca Coclite, vincitore della categoria italiana, proviene da Gagliano del Capo, in provincia di Lecce. La sua opera, Solitary Gardens, è ispirata al lavoro di Elaine Summers, Fantastic Gardens (1964). Il video è diviso in tre parti diverse, attraverso il “giardino”, metafora della ricerca di felicità e perfezione, e che ci conduce attraverso una grande varietà di luoghi famosi nella città di New York che rappresentano un’individualistica e solitaria immagine della condizione umana. Il film è composto da “Human Botanical Garden”, “Un giorno tutto ciò che vedi sarà invisibile” e “Anti-Souvenir”, che ritraggono una realtà instabile che passa dal paradiso terrestre a illusione. Qui, la solitudine dell’Atrio del Giardino d’Inverno, l’artificialità del Prospect Park di Brooklyn, i diorami dei musei scientifici e, infine, il deterioramento degli oggetti dimenticati nella Dead Horse Bay ci portano, nella terminologia di Rilke, “dal mondo visibile” verso qualcosa di senza tempo, interiore e “invisibile”.

Kamyar Bineshtarigh, vincitore della categoria sudafricana, è uno studente della Ruth Prowse School of Art di Città del Capo. Il suo cortometraggio, Shelter è ispirato dall’osservazione dei senzatetto che usano cartelloni per dormire nelle strade di Città del Capo. “Trovavo ironico che i manifesti che raffiguravano le promesse del governo per una vita sostenibile per i poveri, fossero, in effetti, usati dai poveri per un sonno più confortevole sulle strade”, spiega Binestarigh. Chuma, l’attrice nel film, è una compagna di corso alla Ruth Prowse ed era un’artista senzatetto che ha iniziato a disegnare bruciando pezzi di legno per trasformarli in carboncino e disegnare ritratti di altri senzatetto attorno a lei. Chuma ha anche contribuito a sviluppare il concetto del corto in modo che fosse più vicino alla realtà di un senzatetto nelle strade di Città del Capo, e ha introdotto Bineshtarigh ad altri artisti senzatetto, compresi i trombettisti del film.

 

La proiezione di tutti i video finalisti si svolgerà nuovamente in Italia durante il festival CortoLovere (24-29 settembre 2018).

Sezione italiana:

8’20 “- On Time Travelling, di Ilaria Biotti

SOLITARY GARDENS, di Luca Coclite

MIGRATION, di Gilda Li Rosi

MANI NOSTRE/Talking Hands, di Caterina Pecchioli

ENTRA IN QUESTA FERITA ° il dolore da bruciare è la porta da spalancare, di Michela Tobiolo

Sezione sudafricana:

NOBODY WANA SEE US TOGETHER di Nonkululeko Chabalala

AQUA REGALIA di Faith XLVII

CONCERNING ALCHEMY di Rory Emmett

SALT di Thania Petersen

SHELTER, di Kamyar Bineshtarigh

 

 

VAA-VIDEO ART AWARD 10 FINALISTI IN MOSTRA DURANTE L’ITALIAN ART DAY E CORTOLOVERE

Concluse le selezioni del Concorso VAA-Video Art award lanciato dal Centro Luigi Di Sarro con l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria. La giuria ha scelto i 10 finalisti delle due sezioni Italia e Sudafrica. I video finalisti verranno mostrati il 24 Marzo durante l’Italian Art Day a Philippi, Cape Town e poi in Settembre al Festival internazionale CortoLovere.

   

 

FACING THE CAMERA 50 anni di ritratti italiani – a cura di MARCO DELOGU – 28 Marzo/2 Maggio 2018

Gli autoritratti di fotografia sperimentale degli anni 70 di Luigi Di Sarro in mostra nella collettiva all’Istituto Italiano di Cultura di New York.

Cinquant’ anni di storia italiana visti attraverso le immagini catturate dagli scatti di 25 famosi fotografi. La mostra è curata da M. Delogu.

Opening 28 Marzo 2018

L’Italia è un paese dalla storia e dai confini piuttosto movimentati, nel quale hanno sempre convissuto numerose identità. Il Dna dei suoi abitanti è il più ricco e variegato d’Europa (con una diversità fino a trenta volte maggiore rispetto alla media europea). Questa ricchezza si riflette e si riconosce nei volti degli italiani.
Quale migliore mezzo, quindi, per raccontarne gli ultimi 50 anni, che una serie di ritratti, in cui storie, identità ed appartenenze vengono narrate attraverso sguardi rivolti direttamente in macchina, all’autore degli scatti ed a noi tutti.

La mostra inizia con un ritratto di gruppo realizzato a Portella della Ginestra da Fausto Giaccone a vent’anni dall’orribile strage, segue con Gianni Berengo Gardin ed i suoi nudi pacifisti, il ritratto di Gastone Novelli di Ugo Mulas (due grandi protagonisti del ’68), i cortei e le fabbriche di Francesco Radino, il lavoro su Bagheria di Ferdinando Scianna, per arrivare al ’77 di Tano D’Amico (fenomeno tutto italiano, figlio del ’68).

Seguono poi un’ immagine di Emilio Tremolada (impegnato al fianco di Franco Basaglia nella battaglia per l’abolizione dei manicomi), il lavoro di Lisetta Carmi sui «travestiti », e gli autoritratti di Luigi di Sarro.

Negli anni ’80 il tono diviene più intimistico con le fotografie dell’ «australiano di toscana» Stephen Roach, parte della famosa serie che dedicò a sua moglie Fabrizia, ed i ritratti dei vicini di casa di George Tatge, in Umbria.

Dagli anni ’90 il ritratto fotografico diventa sempre più un confronto a due: il fotografo e il suo soggetto lavorano insieme per l’immagine finale, utilizzando segni, sfondi e paesaggi. È così per i ritratti di Guido Guidi, e per i cardinali, i contadini, e i Rom di Marco Delogu, dove l’attenzione per lo sguardo della persona ritratta relega l’ambiente in secondo piano.

Moira Ricci entra nelle fotografie della madre, sta al suo fianco, producendo immagini struggenti.

La natura è presente nei ritratti di Sabrina Ragucci e di Alessandro Imbriaco, Jacopo Benassi elimina sempre più ogni sfondo sino ad arrivare al bianco, mentre Antonio Biasiucci sceglie il classico nero per figure che escono dall’ombra. La panoramica si chiude con due ritratti di Paolo Ventura, dove la tecnica fotografica si mescola ad antiche pratiche pittoriche.

La mostra resta aperta fino al 2 maggio 2018

Orario: dal lunedì al venerdì  10:00/17:00

 

LUIGI DI SARRO (1979-2019) CELEBRAZIONE DEI 40 ANNI DALLA MORTE CON UN CIRCUITO DI MOSTRE IN ITALIA E NEL MONDO

In occasione della ricorrenza, a partire dal 24 febbraio 2018, del 40° anno dalla morte di Luigi Di Sarro il Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro – Centro studi, Spazio espositivo e Archivio storico a lui dedicato – propone una serie di eventi in Italia e all’estero, allo scopo di far meglio conoscere a livello internazionale la multiforme produzione artistica di Di Sarro ancora oggi reputata di grande attualità.

L’omaggio a Luigi Di Sarro, artista attivo negli anni Sessanta e Settanta – periodo oggi all’attenzione della critica per le spinte innovative portate nell’arte contemporanea -, vuole evidenziare la sua forte vocazione sperimentale. Nel testo del 2008 (Edizioni Peccolo), così scrive Flaminio Gualdoni: “Apprendendo, operando fattivamente in più campi simultaneamente, Di Sarro immagina di poter forzare luoghi comuni e protocolli convenzionali, e schiudere all’arte – ché l’arte è, comunque, la sua passione predominante, e per certi versi fagocitante – prospettive che, in tempi come quelli, parevano non solo possibili, ma necessarie. Non preoccupato di darsi una cifra espressiva riconoscibile, ben convinto che non sia più, ormai, questione di stile o di modo, egli da subito interpreta il proprio ruolo come quello dello sperimentatore puro, in debito solo con l’intensità dell’opera e la sua acuminatezza intellettuale, a costo di scontare, oltre al sospetto che il professionalismo dell’avanguardia riservava a un autore come lui atipico per formazione, anche il non meno tenace sospetto riservato dal sistema artistico agli spiriti brillanti ma non proni alle rules and regulations del nuovo, non meno inflessibili, ora sappiamo bene, delle vecchie accademiche.
Di ciò Di Sarro fa mostra di non curarsi più di tanto, incarnando nel panorama romano degli anni Sessanta e Settanta il ruolo dello sperimentatore il cui work in progress è assunto non retorico, ma pratica di vita.

Il progetto – lanciato idealmente dallo stesso Di Sarro, che in un disegno a penna aveva indicato le mete sul globo terrestre “Roma, New York, Tokyo e… chissà dove” (all’estremo sud del mondo, forse, dove non era ancora mai andato) – è stato accolto con entusiasmo dal Direttore dell’IIC di Pretoria, dott.ssa Anna Amendolagine, e pertanto inizierà il suo iter, il 1 marzo 2018, proprio da Pretoria in Sudafrica, al Museo dell’Università di Pretoria che ospiterà una mostra di sculture e gigantografie da disegni, a cura di Paola Ballesi.

Tra le altre tappe del circuito internazionale, che promuoverà tra il 2018 e il 2019, l’opera di luigi Di Sarro sono in programma mostre che approfondiscono l’opera pittorica, il laboratorio fotografico e la ricerca sull’immagine in movimento e i lavori di grafica, fotomontaggi e disegno di Luigi Di Sarro. Già in lavorazione gli allestimenti a Stoccarda e Colonia in Germania, a Varsavia e Cracovia in Polonia e a Rabat in Marocco, esposizioni tutte in collaborazione con i rispettivi Istituti Italiani di Cultura. Altre tappe sono in via di definizione.

VIDEO ART AWARDS – “Oltre il corto/Beyond short format” – CONCORSO PER VIDEO ARTISTI APERTA LA CALL

Il concorso promosso dal Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro si rivolge a giovani artisti attivi nel campo della video arte. Il progetto è realizzato con il contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria e con la collaborazione della associazione sudafricana Rainbow Media NPO e di CortoLovere. Il bando è un’opportunità per incentivare la produzione artistica dedicata all’immagine in movimento individuando e premiando le migliori opere video prodotte da artisti emergenti sul territorio dei paesi coinvolti. Il bando è riservato a giovani artisti con età non superiore ai 40 anni che risiedono e lavorano nei due paesi coinvolti. Le video opere originali dovranno essere state realizzate entro i due anni precedenti al presente bando. Tema: Un futuro sostenibile. Gli interessati devono far pervenire entro il 4 marzo 2018 la propria candidatura a: vaa@rainbowmediagroup.net

 

LA FOTOGRAFIA SPERIMENTALE DI LUIGI DI SARRO a cura di Carlotta Sylos Calò in mostra per le Passeggiate Fotografiche Romane promosse dal MIBACT. 

L’esposizione proseguirà fino al 30 gennaio 2018, ed apre ufficialmente il circuito nazionale e internazionale di promozione dell’opera di Luigi Di Sarro nel Quarantennale dalla scomparsa. E’ possibile prenotare telefonicamente o via email una visita guidata per gruppi alla mostra e all’Archivio Storico che conserva e diffonde l’opera di Luigi Di Sarro.

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Nel quarantennale della morte di Luigi Di Sarro, il Centro per la ricerca artistica contemporanea a lui intitolato ne celebra la memoria con una serie di mostre dedicate al suo lavoro, a cominciare da La fotografia sperimentale di Luigi Di Sarro, incentrata sulla produzione fotografica dell’artista dal 1968 al 1976 e arricchita da un approfondimento sul disegno e la scultura.

Fin dagli anni Sessanta Luigi Di Sarro lavora con tecniche e linguaggi diversi: il disegno, la pittura, la grafica, la scultura e la fotografia. Proprio quest’ultima diventa, a partire dalla fine del decennio, uno dei mezzi elettivi per sviluppare tematiche già fortemente legate al suo lavoro. Secondo un approccio aperto, già applicato ad altre tecniche, la fotografia diviene un modo per osservare la realtà, creare nuove forme e punti di vista, anche ‘giocando’ con il mezzo fotografico, sia nella fase di ripresa che in quella di sviluppo e stampa. Nella sua ricerca, infatti, l’artista non coinvolge solo l’immagine ma il suo processo costitutivo: allestisce dei set nel suo studio per effettuare riprese particolari, e spesso, dopo aver stampato nella camera oscura, interviene ancora, ritagliando le stampe, creando maquette e collage che poi rifotografa. Protagonista di molte delle immagini dell’’ampio corpus fotografico prodotto da Di Sarro tra il 1968 e il 1976 è lo stesso artista che spesso si mette in scena per misurare analiticamente il funzionamento di alcuni fenomeni quali il movimento, il segno, il colore e la luce.

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NEL LINK IL PROGRAMMA DETTAGLIATO DEI CINQUE PERCORSI:

Il 15, 16 e 17 dicembre 2017 Roma celebra la fotografia.