ALS OB. GRENZE ospita l’Archivio Storico Luigi Di Sarro. Verona, Arsenale 9-14 Settembre 2020.

3a Edizione di Grenze – Arsenali fotografici
La fotografia internazionale e contemporanea a Verona
. Vernissage 11 Settembre h.18 (ingressi scaglionati e con uso di mascherine protettive in base alle norme anti-Covid19)

Il festival organizzato dallIstituto Design Palladio, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona – Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri e il patrocinio di Università IUSVE, si svolgerà presso l’Arsenale e in molte altre location della città di Verona dal 9 settembre al 2 novembre 2020.

La direzione artistica e la curatela del festival sono di Simone Azzoni, docente e critico d’arte, Francesca Marra, fotografa, e Arianna Novaga, docente e studiosa di fotografia.

Il tema di quest’anno è Als Ob, “come se”. In tedesco è dubitativo: forse è così, è come se lo fosse e quindi, prima o poi, lo sarà, altrimenti pazienza. “Come se” è una profezia che si auto-realizza. Si proietta nella realtà un’ipotesi e la si vive come se fosse vera. Il “come se” è una supposizione che, per il solo fatto di essere stata pronunciata, genera l’evento: poco male che sia vero oppure no. Als Ob apre scenari verso realtà possibili, misura e altera la distanza tra il visto e il vedente.

Sette le location espositive che accoglieranno i fotografi dell’edizione 2020:

–  Arsenale Militare

–  Spazio Arte Pisanello

–  Biblioteca Civica Verona

–  Teatro Laboratorio

–  Shy Gallery 33

–  Isolo17

–  Museo Scienze Naturali

Inoltre i fotografi della sezione Off saranno ospitati presso:

–  Autobus d’epoca ATM – In bus

–  Libreria Pagina12

–  Bar Sipario

Fitto il programma dell’edizione di quest’anno, tra appuntamenti in città e fuori le mura. Presso l’ex Arsenale Militare, sede principale del festival, il Pad 20/1 ospiterà dal 9 settembre al 14 settembreArchivio Luigi Di Sarro (L.Di Sarro fotografia sperimentale degli anni ’70), Jacob Balzani Lööv (Armenia Azerbaijan Sports), Silvio Canini (Cosa cerchi, il mare?), Gianluca Camporesi (Visioni di Ipercorpo), Daniel W. Coburn (The Hereditary Estate), Enrico Fedrigoli, Brian McCarty (War-Toys), Rowshanbakht Hossein & Hassan (The Wall Collection), Stefano Mirabella (DOM) e Alessandro Secondin (Il numero secondo)


Sempre in Arsenale, in collaborazione con il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri verrà presentata una selezione di fotografie di Franco Fontana, Greg Gorman, Michael Kenna, Daniel Lee, Giuseppe Pino, Ferdinando Scianna, Tazio Secchiaroli, Enzo Sellerio, Oliviero Toscani, Jerry Uelsmann, provenienti dall’archivio degli Scavi Scaligeri.

All’interno dell’Arsenale, per l’intera durata del festival, sarà allestito anche uno spazio dedicato all’editoria fotografica indipendente.

Presso lo Spazio Arte Pisanello, dal 10 al 21 settembre, si terrà la mostra di Mike Crawford Obsolete and Discontinued, un progetto che si fonda sull’idea di restituire nuova vita alla fotografia analogica, considerata da molti obsoleta. Grazie al recupero e al riciclo di vecchi materiali da molto tempo fuori produzione e destinati al macero, la fotografia d’autore viene salvata dall’intervento dello stampatore inglese, impegnato nell’ambito dell’ecologia e della sostenibilità. La mostra è stata esposta a Barcellona, Colonia, Londra, Lubiana e Napoli.

Un autobus d’epoca dell’Associazione Inbusclub, parcheggiato sul piazzale dell’Arsenale durante il festival, ospiterà i fotografi Off selezionati attraverso una call internazionale.

Presso la Biblioteca Civica, dal 5 al 12 ottobre, si potrà inoltre visitare la mostra fotografica di Kevin Horan, che ritrae in studio capre e pecore.

Dal 16 fino al 25 settembre, presso ShyGallery33 di via XX settembre, sarà esposto il progetto Dolomites Stories, di Alessandro Cristofoletti.

Presso la Galleria Isolo17 di via XX settembre, dal 16 ottobre al 2 novembre, sarà esposta Cuando el recuerdo se convierte en polvo, del cubano Ricardo Miguel Hernandez Interpose di Eolo Perfido

Numerosi anche gli eventi collaterali in varie sedi della città e fuori le mura:

L’8 ottobre alle ore 16.00, presso il Museo di Scienze Naturali, si terrà un talk dal titolo: Ho parlato ad una capra. La poesia del quotidiano nelle fotografie di animali e piante. Relatori il critico e giornalista di Repubblica Michele Smargiassi, l’editore Valentina De Pasca e la scrittrice Giulia Mirandola.

Il 15 settembre alle ore 21.00, il musicista elettronico Vincenzo Scorza terrà presso il Teatro Laboratorio una performance audio-video dal titolo: Isola – liveset per suoni inesatti e fotoni erranti. L’intervento artistico è in collaborazione con il festival perAspera.

Il 12 settembre, presso l’ex Arsenale militare alle ore 14.30, l’avvocato Toti Bellastella, terrà una conferenza dal titolo La fotografia e il diritto d’autore.

Anche nella terza edizione, Grenze mantiene la sua identità legata alla formazione ed educazione e durante l’intera giornata del 12 settembre la fotografa Yvonne De Rosa di Magazzini fotografici di Napoli, sarà disponibile per Letture Portfolio gratuite che si terranno nella sede principale.

Due i Workshop inseriti nel programma del festival: quello con Eolo Perfido a cura dell’Associazione NESSUNO[press] e quello con Valeria Pierini.

Grenze, inoltre, è anche fuori porta in Trentino e in Emilia.

Quest’anno il Festival ha stretto collaborazioni con realtà ed eventi in Emilia Romagna e in Trentino:
Bologna, ha partecipato al Festival Art and The City con il progetto The Flutter MtF/ FtM di Giorgia Chinellato, realizzato nel 2018 su commissione del festival;

Trento, invece, ha esposto Dauðalogn di Andrea Roversi presso Trentino Impact Hub. Sempre a Trento, presso la Libreria due punti, verrà ospitato Nostos di Fabio Moscatelli.
Presso la stessa libreria trentina, per la durata della mostra sarà aperto anche uno spazio fanzine.

Grenze è un Festival no profit ma è reso possibile dall’importante presenza alcuni partner amici.

Sostenitori: Fondazione Zanotto, Flos, Mail Boxes ETC, Cartongraph
Gallerie Partner: Isolo17, Magazzini Fotografici, Centro Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro

Sponsor tecnici: E-Graphic, Art Verona 2020, Teatro Scientifico, Museo Diocesano d’Arte, Associazione Are We Human, IC09 Valerio Catullo, Nessunopress, Incontridifotografia, Libreria Due Punti, 5Continents Edizioni, Trentino Impact Hub, e Domini Veneti

Le stampe delle foto sono possibili grazie a Samuele Mancini Canson

La comunicazione del festival è interamente pensata e progettata dagli studenti del corso di Scienze e Tecniche della Comunicazione grafica e multimediale dello IUSVE, coordinati dal docente Stefano Torregrossa.

Le esposizioni presso l’ex Arsenale Militare (Padiglione 20/01 e autobus) e spazio Arte Pisanello saranno aperte durante le giornate del festival dalle ore 10.00 alle 19.00 e sono ad ingresso gratuito.
Per le altre location si vedano gli orari delle singole sedi.


Le informazioni aggiornate quotidianamente sul festival si trovano su www.grenzearsenalifotografici.com

www.facebook.com/grenzearsenalifotografici/

@grenze.arsenali.fotografici

Luigi Di Sarro_fotografia sperimentale Anni ’70_da Archivio Storico L.Di Sarro

Luigi Di Sarro. Teatro in forma di fotografia, a cura di Lorenzo Mango. 3-22 Ottobre 2019. Istituto Italiano di Cultura Belgrado per la 15° Giornata del Contemporaneo Amaci-Maeci.

L’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado presenta Luigi Di Sarro. Teatro in forma di fotografia, una mostra dedicata a Luigi Di Sarro, artista attivo negli anni Sessanta e Settanta, periodo oggi all’attenzione della critica per le spinte innovative portate nell’arte contemporanea. La mostra, organizzata in occasione del quarantennale della morte dell’artista in collaborazione con il Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, è curata dal Prof. Lorenzo Mango dell’Università di Napoli “L’Orientale” e sarà inaugurata presso l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado il 3 ottobre 2019 alle 18.30, dove rimarrà aperta fino al 22 ottobre.

IIC Belgrado partecipa con questo evento alla Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI che nelle ultime edizioni, con la collaborazione avviata dal Mibac con il Maeci, vede coinvolti anche Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura all’estero nell’organizzazione di eventi per la valorizzazione dell’arte e della cultura italiana contemporanea.

L’inaugurazione sarà preceduta dalla presentazione del libro di Carla Cucchiarelli Quella notte a Roma, una biografia dell’artista prematuramente scomparso, a soli trentasette anni nel 1979, ucciso per un fatale equivoco nel clima teso degli anni di piombo.

Il progetto di promozione internazionale legato al quarantennale, si ispira ad un’intuizione dello stesso Di Sarro che in un disegno a penna aveva indicato le mete sul globo terrestre “Roma, New York, Tokyo e… chissà dove”, è stato promosso e realizzato in numerose sedi all’estero e dopo la tappa belgradese proseguirà per altre esposizioni nel mondo.

https://iicbelgrado.esteri.it/iic_belgrado/it/gli_eventi/calendario/2019/10/mostra-luigi-di-sarro-teatro-in.html

BIG DRAW FESTIVAL PEOPLE CHOICE AWARD A SARA E RIVKA SPIZZICHINO PER 24H DRAWING LAB PRESENTATO AL CENTRO DI SARRO E PALAZZO ALTEMPS.

Il 28 settembre 2019 nelle splendide sale della Holden Gallery di Manchester, 24H Drawing Lab di Sara e Rivka Spizzichino riceverà il People’s Choice Award consegnato da The Big Draw.

Il prestigioso premio britannico legato al disegno contemporaneo ha riconosciuto come valori fondamentali l’innovazione, l’accessibilità e la passione nel progetto nato nel 2013 dall’artista Sara Spizzichino e dalla fotografa Rivka Spizzichino, con lo scopo di alfabetizzare alla creatività anche e soprattutto chi non proviene da contesti artistici.

Il premio, organizzato in Italia da Carta Fabriano e istituito da The Big Draw (formalmente Campaign For Drawing) è erede di ciò che fu fondato nel 1870 da John Ruskin con il nome di Guild of St. George ed è un’organizzazione inglese che ha lo scopo di educare alle arti e riconoscere la dignità del disegno come strumento di osservazione e studio della realtà e che vede tra i suoi patroni anche l’artista David Hockney e l’illustratore Sir Quentin Blake.

Il progetto che 24H Drawing Lab ha realizzato a Roma per The Big Draw, ha coinvolto in prima linea il Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, e il Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps con eventi gratuiti e aperti a tutti.

Il video realizzato da Benedetto Sanfilippo al Centro Di Sarro

VAA 2019. I vincitori sono Jabu Nadia Newman con “Untitled:Friends” e Niccolò Masini con “White Time”. Proiezione italiana al Festival cortoLovere il 26 Settembre.

Si è svolta il 14 maggio scorso allo storico Cinema Labia di Cape Town la premiazione e proiezione dei 2 vincitori e degli 8 finalisti del VAA-Video Art Awards 2nd edition. Ora la serata di proiezione si sposta al festival cortoLovere che in Settembre (il 26 all’Accademia Tadini) ospiterà l’evento VAA in Italia.

Il VAA – Video Art Awards è ideato e promosso dal Centro Luigi Di Sarro con l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria e il Festival Internazionale del Cortometraggio cortoLovere.

25 anni lei, 30 lui, Jabu Nadia Newman Niccolò Masini sono i due giovani artisti che si aggiudicano il premio-viaggio messo in palio dal Video Art Awards, la competizione per giovani talenti dell’immagine in movimento giunta quest’anno alla sua seconda edizione fra Italia e Sudafrica. Masini è arrivato a Cape Town per partecipare alla cerimonia di premiazione che si è tenuta allo storico Cinema Labia e Newman parteciperà al Festival del cortometraggio cortoLovere sul Lago d’Iseo dal 23 al 28 Settembre 2019, che ospiterà la seconda proiezione della VAA Top10: i 10 video selezionati dalla giuria per essere promossi nei due paesi.

Niccolò Masini CV http://www.niccolomasini.com

Il suo percorso artistico prende forma nelle aule dello IED di Milano, laureandosi nel 2011 nei corsi di Illustrazione e Animazione. Incomincia così la propria carriera nel mondo dell’arte visuale. La svolta definitiva la compie però trasferendosi in Olanda, dove frequenta la prestigiosa Gerrit Rietveld Academy di Amsterdam, dalla quale si laureerà nel 2015 con una specializzazione in Audio Visual Arts. Durante il periodo alla Rietveld, ha la possibilità di seguire un programma di scambio internazionale alla RMIT University di Melbourne. L’esperienza Olandese gli aprirà le porte per numerose esperienze internazionali: Australia, Argentina, Stati Uniti, Kuwait e Canada. Vincitore di numerosi premi, concorsi e residenze internazionali, dal 2016 ha iniziato a dedicarsi totalmente alla propria ricerca personale, alla quale affianca lavori su commissione. Praticando in tre continenti, il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in paesi come Australia, Canada, Argentina, Giappone, Olanda ed Italia. Ad oggi, vive e lavora tra Genova e Montrèal.

“White Time” fermo immagine

“White Time”

“Ci sono una certa quantità di momenti ordinari nella vita che non hanno una collocazione precisa: non sono né qui né là. Questi non sono da con- siderarsi come spazi ordinari, anche se per alcuni considerati irrilevanti, essi sono contemporaneamente sia fisici che mentali, come lo spazio occupato da una telefonata o il momento in cui ci si vede riflessi dentro uno specchio.” Michael Foucault

Questi spazi di alterazione sono infiniti, disposti su dimensioni incorni- ciate dal tempo che essi stessi attraversano, con o senza la nostra con- siderazione. Queste serie di movimenti hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano. Lo spazio traccia un inventario dell’avventura della conoscenza, non omettendo nulla; la conoscenza traccia una cartografia delle terre conosciute, non omettendo nulla. L’esperienza del viaggiatore, costituita da una serie di movimenti nello spazio, produce un fenomeno di un nuovo ordine, in cui la geografia supera la conoscenza. La nostra concezione della spazialità modella la nostra percezione del tempo, e, in certa scala, definisce il nostro modo di percepire il movimento. Facendo da preludio ad una percezione soggettiva di una sospensione nel tempo, White Time è un’istallazione video nella quale una figura semplice si staglia nel vuoto dello spazio espositivo. In una dimensione non scandita da normale scorrere del tempo, differenti elementi interagiscono tra loro, mutando attraverso la composizione, in una posizione spaziale indefinita. Niccolò Masini

Jabu Nadia Newman CV

Jabu Newman è nata e cresciuta a Plumstead, un sobborgo di Cape Town. Ha 25 anni ed ha studiato alla UCT, Università di Cape Town, dove si è laureata in Scienze politiche e poi specializzata in Arti Visive e Media, approfondendo poi cinema e regia all’African Arts Institute. Lavora nella produzione cinematografica e prosegue la sua ricerca artistica con opere di video arte e fotografia, principalmente orientate all’esplorazione delle relazioni umane e sociali. Ha vinto il premio VAA con l’opera “Untitled:Friends”.

Jabu Nadia Newman

“UNTITLED:FRIENDS”

Il titolo Untitled:Friends allude alla complessità di relazioni scelte, specialmente nel caso in cui si crei un forte legame tra due due anime che non condividono relazioni familiari, relazioni che non si possono inquadrare o descrivere in nessun modo.

Come per la maggior parte dei lavori di Newman, il film pone un’attenzione particolare all’identità e alle relazioni nel mondo femminile. Il racconto è volutamente centrato su una storia di amicizia fra donne in cui contemporaneamente si sfida e si festeggia, in una atmosfera mondana, quel substrato di codici di etero-normalità in cui le identità stratificate e complesse sono perseguitate e sottovalutate. Untitled:friends è stato girato, scritto, diretto e montato da Newman nel corso di due anni e si offre come un personale diario visivo, nel quale l’autrice svela i suoi anni d’infanzia e adolescenza nel quartiere di Plumstead.

“Untitled:Friends” fermo immagine
VAA Programma Proiezione

Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione. Un’opera di Luigi Di Sarro inserita nell’esposizione che la Galleria d’Arte Moderna di Roma ospita dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019

Circa 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline – GAM.Galleria d’Arte Moderna e MACRO – a documentazione di come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica, da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni Sessanta.

È Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, esposizione che la Galleria d’Arte Moderna ospita dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019. Il percorso espositivo è accompagnato da materiale documentario, videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali, oltre che da video di performance e film d’artista.

Nella serie dei ritratti esposti al secondo piano della mostra spicca, tra gli altri, il volto di Elisa, la moglie di Giacomo Balla, ritratta mentre si volta per guardare qualcosa o qualcuno dietro di sé. Il valore iconico dell’immagine è racchiuso nello sguardo che muta lo stupore in seduzione e curiosità trasformando il ritratto della giovane donna da oggetto da ammirare a soggetto misterioso.

Il percorso espositivo è accompagnato da videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali provenienti dalla Cineteca di Bologna e dall’Archivio dell’Istituto Luce-Cinecittà che ne hanno curato la realizzazione.

In una sala della mostra è proiettato il film, prodotto dall’Istituto Luce, Bellissima (2004) di Giovanna Gagliardi che attraverso documenti storici dell’Archivio Luce, spezzoni di film, canzoni popolari e interviste racconta per immagini il cammino delle donne nel ventesimo secolo.

L’ultima sezione della mostra, dedicata alle dinamiche e le relazioni tra gli sviluppi dell’arte contemporanea, l’emancipazione femminile e le lotte femministe, presenta materiale documentario proveniente da ARCHIVIA – Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne – e testimonianze di performance e film d’artista di alcune protagoniste di quella stagione fondamentale provenienti da collezioni private, importanti Musei e istituzioni pubbliche (Museo di Roma in Trastevere; Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale; Galleria Civica d’Arte Moderna Torino; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna; MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto – Archivio Tullia Denza).

Indirizzo: Via Francesco Crispi, 24 – 00187 ROMA (RM)

Sito web: 
http://www.galleriaartemodernaroma.it

FACING THE CAMERA – ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA LONDRA – 16 NOVEMBRE 2018 / 27 GENNAIO 2019

Facing the camera. Le opere di 20 fotografi per indagare 50 anni di ritratti italiani dal 1968 al 2018. La mostra a cura di Marco Delogu (opening 15 Novembre 2018) ha un catalogo pubblicato da Quodlibet.

In occasione dell’approssimarsi dell’anniversario dei 500 anni dalla morte di Raffaello, l’Istituto Italiano di Cultura di Londra ne celebra la memoria con una serie di incontri tra curatori, artisti e critici (italiani e britannici) e una mostra fotografica per indagare le connessioni tra l’arte di Raffaello e il contemporaneo.

Una delle opere piú famose di Raffaello, “Ritratto di Andrea Navagero e Agostino Beazzano” del 1516, é alla base di questa mostra dedicata al ritratto contemporaneo fotografico italiano degli ultimi 50 anni.

I protagonisti di tutte le foto in mostra guardano fissi in camera, cosí come i due protagonisti dei ritratti di Raffaello guardano il pittore. L’effetto é quello di uno sguardo fisso sullo spettatore, che mette fotografo e fotografato sullo stesso piano e apre a “quello che Freud avrebbe chiamato il profondo”, per dirla con le parole del critico Francesco Zanot che firma il saggio di apertura del catalogo.

Luigi Di Sarro, nel corso degli eventi per la celebrazione dei 40 anni dalla morte, è presente con due opere di fotografia sperimentale degli anni 70.

SEDEO ERGO SUM coreografia sociale di Caterina Pecchioli 12 – 18 Ottobre 2018 TheatreArtVerona

Teatro Nuovo Verona – dal 12 al 18 ottobre 2018

Vernissage – 12 ottobre dalle ore 17 alle ore 19

Finissage – 18 ottobre ore 19.30

L’artista Caterina Pecchioli è nel cartellone della rassegna di teatro contemporaneo TheatreArtVerona. La sua Coreografia sociale, ospitata nel foyer del Teatro Nuovo, è un’installazione interattiva in cui il pubblico è invitato ad assumere un ruolo e divenire attore di uno scambio performativo aperto. Il visitatore entra in uno spazio abitato da varie “costellazioni” di sedie dove, seguendo una serie d’istruzioni suggerite, forma una partitura aperta che può essere agita in molti modi.

I partecipanti eseguendo contemporaneamente diverse istruzioni indicate nelle carte danno vita alla “Coreografia Sociale”. La dinamica che nasce porta a sperimentare e osservare simultaneamente, come semplici gesti, azioni e posizioni nello spazio influiscano nel ruolo e nella comunicazione sociale. 

Il progetto si svolge come evento collaterale di ART Verona ed è realizzato in collaborazione con il Centro Luigi Di Sarro.

IL VAA-VIDEO ART AWARD ITALY SOUTH AFRICA AL FESTIVAL CORTOLOVERE. 27 SETTEMBRE 2018 ore 20,30 Accademia Tadini Lovere

Il Centro Luigi Di Sarro torna a cortoLovere con i finalisti del premio VAA-Video Art Award. I 10 video finalisti e i vincitori del contest promosso da Centro Di Sarro, Istituto Italiano di Cultura di Pretoria e cortoLovere saranno proiettati al festival internazionale del cortometraggio sul Lago d’Iseo presso l’Accademia Tadini. All’evento parteciperà il giovane videomaker vincitore della sezione sudafricana Kamyar Binesh Tarigh che il Festival ospiterà per l’intera settimana a Lovere.

www.cortolovere.it

Un contest dedicato alla Video Arte, nato dall’esigenza di incentivare la produzione artistica nell’ambito dell’immagine in movimento per offrire una ribalta alla sperimentazione nel campo dell’audiovisivo e contemporaneamente sviluppare occasioni di scambio e confronto sul tema della sostenibilità ambientale, economica e socio-culturale. Il Video Art Award è stato lanciato in prima edizione fra Italia e Sudafrica nel 2018, e si rivolge ad artisti che non abbiano superato i 40 anni. 

Il concorso, promosso dal Centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro, con il contributo di cortoLovere e Istituto Italiano di Cultura in Pretoria e la collaborazione di Rainbow Media NPO ha premiato le migliori opere video prodotte da artisti emergenti sul territorio dei paesi coinvolti. Fra le domande giunte al bando, nelle due sezioni Sudafrica e Italia, sono stati selezionati da una giuria di esperti 10 finalisti e tra questi designati i due vincitori ai quali il VAA ha riconosciuto un premio-viaggio per partecipare all’evento di premiazione a Cape Town (24 marzo 2018) e a Lovere (27 settembre 2018),

I Vincitori del VAA sono Luca Coclite, per l’Italia con l’opera Solitary Gardens e Kamyar Binesh Tarigh per il Sudafrica con l’opera Shelter. 

I Finalisti sono per l’Italia: Ilaria Biotti (8’20” – On Time Traveling),  Gilda Li Rosi (Migration), Caterina Pecchioli (Mani Nostre: Valeria), Michela Tobiolo (Entra in questa ferita); per il Sudafrica: Nonkululeko Chabalala (Nobody Wana See Us Togheter), Rory Emmet (Concerning Alchemy), Faith XLVII (Aqua Regalia), Thania Petersen (Salt).

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