DREAM – LUIGI TEODOSI 13 Settembre – 6 Ottobre 2018

Il Centro Luigi Di Sarro, in collaborazione con il CesMa e l’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, presenta la personale dell’artista jesino Luigi Teodosi, a cura di Paola Ballesi. In mostra opere che compendiano più di sessanta anni di carriera artistica sempre accompagnata da grande curiosità, entusiasmo e indomita creatività.

Le sue opere presentate in importanti  mostre personali e collettive sia  in Italia che all’estero e presenti in collezioni  italiane e straniere, contrassegnano le tappe di  un percorso estetico coerente, in bilico tra astrazione e figurazione, realtà e finzione, passato e presente.

Luigi Teodosi è nato nel 1935 a Jesi dove vive e lavora. Dopo aver frequentato le scuole di base nella sua città, si iscrive al Liceo artistico di Roma e ha tra i suoi insegnanti Franco Gentilini, Renato Guttuso, Marino Mazzacurati, Libero de Libero, mentre Mario Mafai e Francesco Sapori  sono suoi docenti alla Scuola Libera del Nudo di via Ripetta. Dal 1955 al 1962, completa la sua formazione grazie a borse di studio dapprima presso l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi e poi a Zagabria, ma anche con lunghi soggiorni all’estero. Tra i numerosi compagni di strada con cui ha condiviso l’esperienza della ricerca vanno ricordati i sodalizi con Claudio Cintoli, Nino Ricci e Giuseppe Uncini. Dai primi anni ’60 , ristabilitosi a Jesi,  entra anche nel mondo del design con sue originali creazioni e, da sperimentatore senza confini, continua nella sua attività artistica a mettere in opera i materiali più disparati, ma tra tutti privilegia la carta che ha  il pregio di trattenere tra le sue tessiture materiche la memoria e i segreti dell’anima, successivamente dispiegati nelle grandi installazioni della recente serie dei Gorilla.

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LUIGI DI SARRO. Il corpo vivo della pittura, a cura di Paola Ballesi. Dal 7 Giugno al 7 Settembre all’Istituto Italiano di Cultura in Colonia

Dopo essere passata per Stoccarda la mostra LUIGI DI SARRO.Il corpo vivo della pittura, curata da Paola Ballesi, inaugura il 7 giugno 2018 negli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura a Colonia. L’esposizione prosegue il circuito di eventi che celebrano il 40ennale della scomparsa di Luigi Di Sarro.

“La creatività di Di Sarro investiga diversi ambiti artistici e scientifici, quali sono la pittura, la filosofia, la poesia, la matematica, la tecnologia, delle quali lo interessavano più gli aspetti della processualità rispetto a quelli legati alla rappresentatività. La sua modalità di approccio è piuttosto analitica. Constatiamo che tale diversità di interessi sia il risultato della sua grande curiosità e del desiderio di approfondimento dei temi di cui si occupava. Nel ciclo delle gouaches del 1964 ripete il motivo del quadrato, e nei quadri parzialmente realizzati con il procedimento del “dripping”, in cui spruzza la tela con il colore, mostra due diverse procedure, due principi opposti: la ripetitività e l’espressività. Nei suoi dipinti ad olio e acrilico invece sperimenta e gioca con la tridimensionalità sulla superficie. Oggi le sue opere offrono una ricchezza e un significato stratificato, che nel percorso del tempo non hanno perso nulla della loro potenzialità artistica”, scrive Maria Mazza, Direttore di IIC Colonia nell’introduzione al catalogo della mostra che contiene oltre ad una nota della curatrice anche un’ampia antologia critica.

Esposte 38 opere di pittura realizzate da Di Sarro tra gli anni 60 e 70 con varie tecniche dalla gouache all’acrilico che “declinano la fenomenologia del segno nato dal gesto del corpo” – come spiega Paola Ballesi – “Con la ‘grafia’ del corpo, intesa nelle sue varianti, che spaziano dalla presenza fisica del pittore sulla tela attraverso il segno unico e continuo, alla ‘figurazione’ del corpo sentita come mappa di energia, Di Sarro sottrae la creazione ad ogni stilizzazione formale. Da medico-artista o, forse avrebbe preferito, da artista-medico, fa sì che la lingua dell’arte diventi un corpo vivo che agisce e reagisce a contatto con stimoli ogni volta nuovi e ogni volta diversi.

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SEGNI disegni e fotografie di Luigi Di Sarro, a cura di Carlotta Sylos Calò – Istituto Italiano di Cultura di Varsavia (30 Maggio-28 Giugno 2018) e Cracovia (6 Luglio – 6 Settembre 2018)

Prosegue il circuito di mostre in occasione della ricorrenza del 40° anno dalla morte di Luigi Di Sarro, una serie di eventi in Italia e all’estero, allo scopo di diffondere e approfondire una multiforme produzione artistica ancora oggi reputata di grande attualità.

L’omaggio a Luigi Di Sarro, artista attivo negli anni Sessanta e Settanta – periodo oggi all’attenzione della critica per le spinte innovative portate nell’arte contemporanea -, vuole evidenziare la sua forte vocazione sperimentale. Un atteggiamento e una necessità da parte dell’artista che procedeva sperimentando in tutti i campi e in tutte le tecniche espressive con le quali ha lavorato (oltre alla fotografia la pittura, il disegno, la scultura e la grafica). Scrive così Italo Zannier in un saggio sulla ricerca fotografica di Di Sarro: […] ma che cosa è la sperimentazione se non il risultato avviato da un’idea ? Lo sono anche le fotodinamiche imprecise di Bragaglia come le strobofotografie, le luminografie, le cronofotografie, le sequenze “corporali” di Luigi Di Sarro. Queste immagini sono innanzitutto risultati, non “prove”, come si vorrebbero le “sperimentazioni”. La sperimentazione è infatti implicita nel fare e non si sa dove conduce e quando si completerà, se terminerà; e guai, comunque, se si dovesse concludere, perché ogni sua fase è già un risultato. […] Luigi Di Sarro – fotografo, ha realizzato il suo rito visivo con una straordinaria felicità espressiva, persino lucida e densa però di ironia, drammatica anche, inquietante […]. (in I. Zannier, Luigi Di Sarro. Alla scoperta della fotografia, 2001.)

Oltre al materiale custodito nell’Archivio Storico dedicato all’artista, due fondi consistenti di opere fotografiche sono conservati presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e l’Istituto Nazionale per la Grafica a Roma. Inoltre, nel 2009, alcune opere fotografiche dell’artista sono state acquisite in collezione, e conseguentemente anche esposte, a Parigi dal Centre Pompidou. L’acquisizione è stata curata da Quentin Bajac.

L’archiviazione in corso della mole di lavori che l’Artista ha lasciato permette oggi di approfondire e collegare molti temi, nell’immediato non evidenti. Numerosi fin qui sono gli studiosi che hanno scritto di Di Sarro, che hanno studiato molta parte della sua produzione, e molta altra è ancora allo studio. L’occasione degli eventi del Quarantennale vuole essere una nuova e prolifica opportunità di analizzare un lavoro che sempre di più si svela come un ampio teorema argomentato in molte direzioni, quasi fosse un atlante enciclopedico.

La mostra SEGNI disegni e fotografie di Luigi Di Sarro che Carlotta Sylos Calò ha curato per gli spazi degli Istituti italiani di cultura di Varsavia e di Cracovia in Polonia è uno dei tanti percorsi possibili alla ricerca dei nessi che Di Sarro studiava e sperimentava, appunto. Esposte le fotografie sperimentali, una serie di disegni e alcune acqueforti prodotte a cavallo fra gli anni ’60 e ’70. La ricerca di Di Sarro, scrive la curatrice nel catalogo edito dall’Istituto di Cultura: “si radicalizza nell’approccio sperimentale – dettato anche dalla doppia professione dato che Di Sarro è artista ma anche medico – e matura nell’uso irriverente dei materiali (la rete, il bitume, il tondino di ferro, il pennello, la matita, la fotografia) capaci di far emergere suggestioni particolari nelle forme create. In questo contesto proprio il segno acquista un potere generativo straordinario di forme e spazi, ancora, ma più consapevolmente, senza una reale cesura tra astrazione e figurazione, cui contribuisce la trasversalità nell’approccio alle tecniche che da sempre caratterizza il lavoro dell’artista. 

Di seguito le immagini della mostra e dell’opening presso IIC CRACOVIA (6 Luglio-6 Settembre 2018)

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Di seguito le immagini dell’opening presso IIC VARSAVIA (30 Maggio-28 Giugno 2018).

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LUIGI DI SARRO. Il corpo vivo della pittura a cura di Paola Ballesi 14Maggio-1Giugno 2018 Rathaus Stuttgart

Dopo la tappa in Sudafrica dove si conclude il 18 maggio la mostra World Disclosure, sculture e gigantografie di Luigi Di Sarro al Museo Edoardo Villa dell’Università di Pretoria, prosegue il circuito di eventi che celebrano il 40ennale della scomparsa dell’artista. Il Centro Di Sarro propone un nuovo allestimento di opere, questa volta pittoriche, presso il Municipio di Stoccarda, in Germania. Il circuito internazionale si svolge in partnership con gli Istituti Italiani di Cultura. L’esposizione dal titolo LUIGI DI SARRO.Il corpo vivo della pittura è curata da Paola Ballesi, e realizzata con la collaborazione del Centro Studi Marche. In mostra 38 opere di pittura realizzate da Di Sarro tra gli anni 60 e 70 con varie tecniche dalla gouache all’acrilico. Inaugurazione 14 maggio alle 18.30.

GIUSEPPE RESCIGNO ATLANTE DELL’IMMAGINARIO a cura di Massimo Bignardi 12Aprile-4Maggio 2018

Opening Giovedì 12 Aprile 2018, ore 18

 

La mostra GIUSEPPE RESCIGNO Atlante dell’immaginario, curata da Massimo Bignardi propone una selezionata scelta di opere realizzate dall’artista di recente, tratte dai cicli che evidenziano una sorta di neonaturalismo, carico di una cifra ludica.

“Nelle opere attuali – ha rilevato Massimo Bignardi – balza vistoso il colore, attentamente studiato e pensato, per creare uno scatto immaginativo che sottrae le reiterate forme dei rami, esibite nel loro punto di articolazione (come corpi con le braccia alzate che più tardi prendono la forma di totem e di segnali com’è per Simbolismo vegetale, del 2013), dall’universo natura. È una natura ludica, sognata, come è appunto il colore che la intercetta, lasciando grandi margini all’immaginazione, anzi sollecitando analogie architettoniche di uno scenario urbano. Un ordine che nel tempo darà spazio ad impaginati che chiamano in causa percezioni tattili che l’artista gestisce alternando stampi di foglie stilizzate, realizzati in legno o terracotta, con le impronte che gli stessi lasciano sulla carta, tale da attivare, su un piano semiotico, una relazione tra segno grafico e la forma-oggetto che lo determina”.

“È indicativo, scorrendo la biografia di Rescigno – scrive Ada Patrizia Fiorillo nel saggio introduttivo alla recente monografia apparsa per i tipi di Gutenberg Edizioni – leggervi che gli inizi del suo lavoro artistico vadano collocati al sorgere degli anni settanta. Un’affermazione che induce evidentemente ad immettere subito il lettore a contatto con la fase del suo operare che egli ritiene maggiormente assimilabile al proprio percorso. […] È un aspetto questo che lo connota rilevantemente ma con il quale emergono attitudini, ovvero un certo modo di guardare le cose rispetto al quale si affacciano altri punti di vista per riconoscere la sua personalità e la sua poetica. Lo spettro ampio di azioni che ne ha guidato il cammino verso la produzione di immagini e di situazioni storicamente collocate, lo inquadrano, entro i margini di una riconsiderazione del visuale […] per la quale ha oggi puntato maggiormente l’attenzione sul recupero di forme oggettuali, di segni assunti, in una immaginifica proiezione ludica e disincantata, dal mondo della natura”.

Nel corso della mostra, giovedì 19 aprile ore 18,30, sarà presentato il volume Arte contemporanea a Ferrara. Dalle neoavanguardie agli esiti del postmoderno, a cura di Ada Patrizia Fiorillo (Mimesis, 2017): una realtà, quella ferrarese, culturale ed espositiva con la quale Rescigno si relazionerà nella chiusa del decennio settanta, con la presenza nella mostra “Extra Media. Esperienze attuali della comunicazione estetica” curata da Enrico Crispolti nel 1979 e con un intervento performativo quale, Cancellazione video (con Marano) realizzato nello stesso anno presso la Sala Polivalente della Galleria Civica d’Arte Moderna.

FINITE/INFINITE Elena Giustozzi e Caterina Silva EVERARD READ/CIRCA Cape Town, Sudafrica 22 – 31 Marzo 2018

Opening 22 Marzo 2018 h.18,30

 

Con FINITE/INFINITE Elena Giustozzi e Caterina Silva mostrano il lavoro svolto durante la residenza ARP-Art Residency Project in Sudafrica. Una mostra che si offre come percorso a molti livelli, non la semplice nozione di viaggio, ma la volontà di osservare da e con differenti punti di vista.

Le passeggiate a piedi lente nella natura di Elena Giustozzi si rivelano nel confronto con lo sguardo dall’alto offerto dal Boomslang, la passerella sospesa dei Kirstenbosh Gardens, ma anche in un taccuino di suoni digitali raccolti al ritmo dei passi in vari angoli di Cape Town. Lavori realizzati in Italia, nelle Marche dove l’artista vive, si mescolano con le tele dipinte a Cape Town. Lavoro lento, meticoloso, meditativo, intimo e a tratti grandioso.

Le peripezie dell’anima di Caterina Silva, le sue continue interrogazioni sul senso del reale, e del linguaggio che vorrebbe esprimerlo, sono certamente nelle sue grandi tele, colorate e stropicciate, ma anche nel confronto con quanto l’anima porta appresso del proprio passato, lontano o vicino. E così nel confronto con gli studenti della Ruth Prose School of Art ha preso vita la performance ticticfshfshcoldcoldrainrain che prosegue una ricerca analoga appena svolta dall’artista in Norvegia.

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APORIE – MARCO PIANTONI e MERI TANCREDI – a cura di Francesco Santaniello

Inaugurazione: mercoledì 7 marzo 2018 dalle ore 18
7 – 30 marzo 2018 (dal martedì al sabato ore 16-19)

APORIE è il titolo della doppia personale di Marco Piantoni e Meri Tancredi.
“All’interno di una logica in cui tutto è previsto e garantito, sotto la protezione di un metodo che segna precisamente le tappe del percorso da seguire, è ancora possibile pensare? O non si tratta semplicemente di applicare delle regole, di eseguire un calcolo? Il pensiero “secondo l’aporia” – ci dice Derrida – è un pensiero “paziente” che se non sa dove andare, sa però dove sostare […] (G. Berto, Pensare “secondo l’aporia”, in J. Derrida, Aporie. Morire – Attendersi al “limite della verità”, Milano 2004, p. XI.)

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LUIGI DI SARRO (1979-2019) CELEBRAZIONE DEI 40 ANNI DALLA MORTE CON UN CIRCUITO DI MOSTRE IN ITALIA E NEL MONDO

In occasione della ricorrenza, a partire dal 24 febbraio 2018, del 40° anno dalla morte di Luigi Di Sarro il Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro – Centro studi, Spazio espositivo e Archivio storico a lui dedicato – propone una serie di eventi in Italia e all’estero, allo scopo di far meglio conoscere a livello internazionale la multiforme produzione artistica di Di Sarro ancora oggi reputata di grande attualità.

L’omaggio a Luigi Di Sarro, artista attivo negli anni Sessanta e Settanta – periodo oggi all’attenzione della critica per le spinte innovative portate nell’arte contemporanea -, vuole evidenziare la sua forte vocazione sperimentale. Nel testo del 2008 (Edizioni Peccolo), così scrive Flaminio Gualdoni: “Apprendendo, operando fattivamente in più campi simultaneamente, Di Sarro immagina di poter forzare luoghi comuni e protocolli convenzionali, e schiudere all’arte – ché l’arte è, comunque, la sua passione predominante, e per certi versi fagocitante – prospettive che, in tempi come quelli, parevano non solo possibili, ma necessarie. Non preoccupato di darsi una cifra espressiva riconoscibile, ben convinto che non sia più, ormai, questione di stile o di modo, egli da subito interpreta il proprio ruolo come quello dello sperimentatore puro, in debito solo con l’intensità dell’opera e la sua acuminatezza intellettuale, a costo di scontare, oltre al sospetto che il professionalismo dell’avanguardia riservava a un autore come lui atipico per formazione, anche il non meno tenace sospetto riservato dal sistema artistico agli spiriti brillanti ma non proni alle rules and regulations del nuovo, non meno inflessibili, ora sappiamo bene, delle vecchie accademiche.
Di ciò Di Sarro fa mostra di non curarsi più di tanto, incarnando nel panorama romano degli anni Sessanta e Settanta il ruolo dello sperimentatore il cui work in progress è assunto non retorico, ma pratica di vita.

Il progetto – lanciato idealmente dallo stesso Di Sarro, che in un disegno a penna aveva indicato le mete sul globo terrestre “Roma, New York, Tokyo e… chissà dove” (all’estremo sud del mondo, forse, dove non era ancora mai andato) – è stato accolto con entusiasmo dal Direttore dell’IIC di Pretoria, dott.ssa Anna Amendolagine, e pertanto inizierà il suo iter, il 1 marzo 2018, proprio da Pretoria in Sudafrica, al Museo dell’Università di Pretoria che ospiterà una mostra di sculture e gigantografie da disegni, a cura di Paola Ballesi.

Tra le altre tappe del circuito internazionale, che promuoverà tra il 2018 e il 2019, l’opera di luigi Di Sarro sono in programma mostre che approfondiscono l’opera pittorica, il laboratorio fotografico e la ricerca sull’immagine in movimento e i lavori di grafica, fotomontaggi e disegno di Luigi Di Sarro. Già in lavorazione gli allestimenti a Stoccarda e Colonia in Germania, a Varsavia e Cracovia in Polonia e a Rabat in Marocco, esposizioni tutte in collaborazione con i rispettivi Istituti Italiani di Cultura. Altre tappe sono in via di definizione.

“NOT PROVISIONAL” ISABELLA NAZZARRI – VIVIANA VALLA bipersonale a cura di Ivan Quaroni in collaborazione con ABC-ARTE di Genova 8/2-2/3 2018

Opening 8 Febbraio 2018 ore 18,00

 

La doppia personale di Isabella Nazzarri (Livorno, 1987) e Viviana Valla (Voghera, 1986) è incentrata sul confronto diretto tra i diversi approcci metodologici e stilistici che le due artiste hanno utilizzato per costruire il proprio originale linguaggio pittorico.

Incentrata su un processo essenzialmente gestuale ed erratico, la pittura di Isabella Nazzarri si coagula in un campionario di forme sorprendenti, caratterizzate da segni dai colori vividi e brillanti che si stagliano su fondi monocromi nelle carte come nelle tele. La luce precipitata nei pigmenti diventa la materia anche delle sue sculture, fatte di resine colorate rinchiuse in ampolle di vetro (Monadi) oppure di poliuretano espanso modellato in modo da evocare le formazioni rocciose e i depositi calcarei presenti in natura.

Basata sulla stratigrafia di materiali cartacei è la ricerca di Viviana Valla, che attraverso il rimaneggiamento di post-it, ritagli di riviste, fogli prestampati, brandelli di carte argentate e molto altro costruisce una pittura intima e diaristica che paradossalmente assume l’aspetto di una composizione geometrica. Tema della sua indagine è il conflitto tra emotività e censura, che si esplica in un continuo bilanciamento tra il metodo accumulativo, di carattere intuitivo, e il rigido controllo esercitato sulle forme spesso ortogonali delle sue composizioni.

Tanto il metodo erratico di Isabella Nazzarri, fondato sulla fiducia e libertà gestuali e sulla levità cromatica e segnica, quanto quello critico e conflittuale di Viviana Valla, articolato in un dinamico contrasto tra emotività e razionalità, prefigurano l’assunzione di una responsabilità nei confronti del linguaggio pittorico, usato come filtro interpretativo per la costruzione di una Weltanschauung, di una visione del mondo.

Il titolo Not Provisional allude propriamente al carattere impegnato e “non provvisorio” degli approcci pittorici di Isabella Nazzarri e Viviana Valla. Le due artiste italiane, infatti, differentemente dai provisional painters che rifuggono dal sovraccarico di aspettative legate a un medium secolare come la pittura, accettano di elaborare grammatiche capaci di esprimere il carattere dubitativo, enigmatico e incerto che è all’origine della formazione delle arti visive.
La mostra Not Provisional presenta circa una trentina di opere – tra tele, carte e sculture – della recente produzione delle due artiste.

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