RETURN Berlin/Rome 4 Aprile – 4 Maggio 2019. Progetto di scambio con VEREIN BERLINER KÜNSTLER sotto il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino. Opening 4.4.2019, 6-8pm

Il progetto Return Berlin-Rome | Rome-Berlin, nato da un’idea di Susanne Kessler, è curato dal Centro Di Sarro in collaborazione con il Verein Berliner Künstler, e sotto il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, con l’intento di avviare uno scambio tra le realtà artistiche di Italia e Germania attraverso il dialogo fra le due capitali dove hanno sede le associazioni proponenti. Il progetto prevede due parti: RETURN Berlin-Rome porterà in mostra presso il Centro Di Sarro, dal 4 Aprile al 4 Maggio 2019, le opere di 5 artisti tedeschi (Birgit Borggrebe, Jürgen Kellig, Susanne Kessler, Nele Probst, Marianne Stoll ) e successivamente RETURN Rome-Berlin vedrà l’esposizione dei lavori di 5 artisti italiani (Andrea Aquilanti, Angelo Casciello, Veronica Montanino, Pamela Pintus, Sara Spizzichino) presso la Galerie VBK-Verein Berliner Künstler, dal 13 Settembre al 6 Ottobre 2019.

Chi sono gli artisti tedeschi in mostra a Roma:

Birgit Borggrebe Nata a Arnsberg, vive e lavora a  Berlino.

“Il carattere aspro e astratto delle nostre città, la globalizzazione del mondo moderno, sono in contrasto con ciò che rimane della Natura: qui un albero, lì una mandria di capre, eppure anche le nuvole stesse risplendono di colori sospettosi. Le immagini di Borggrebe sono caleidoscopi, incontri poetici con una realtà da incubo che presto potrebbe ricoprire gran parte del nostro pianeta. Dalle pitture si spande una protesta estetica: che il nostro mondo non è come dovrebbe essere. Sebbene sembri strano, i paesaggi futuristici e apocalittici raffigurati nelle sue pitture sono permeati da qualcosa che si potrebbe descrivere come una “nostalgia per il Paradiso”. (Kai Michel, Zurigo)

Jürgen Kellig Nato a Berlino dove vive e lavora.

I miei disegni si occupano di ritmo e di struttura, in particolare dell’interazione tra caos e ordine, delle somiglianze tra micro e macrocosmo. Sebbene rielaborate in modo concreto, queste opere possono richiamare reti organiche, così come reti tecnologiche. (Jürgen Kellig)

Jürgen Kellig disegna a mano libera. L’esattezza dei suoi elementi grafici non segue un programma, uno schema prestabilito. Essa simula la certezza di leggi geometriche, come in una zona franca tra vicinanza micrologica e distanza macrologica: un soggetto già affrontato dall’autore in lavori precedenti. Di conseguenza, i titoli dei suoi disegni suggeriscono una chiarezza concettuale: “notazione”, “partitura”, “interconnessione”, “civilizzazione”. Essi trasformano immagini in associazioni concettuali. Immagini che sono il risultato di processi associativi relativi ad una auto-referenzialità grafica, fissando punto come punto, linea come linea e piano come piano o una loro arbitraria successione. (Wolfgang Siano, dal testo in catalogo “Implacabile, tra linea e tratto ed oltre”)

Susanne Kessler Nata a Wuppertal nel 1955, vive e lavora a Berlino e a Roma. 

Ha studiato pittura e grafica a Berlino presso la Hochschule der Künste (UDK) e a Londra presso il Royal College of Art (RCA). Predilige le grandi installazioni, in spazi interni così come all’aperto. Ha insegnato alla California State University (CSU) e alla City University di New York (CUNY). Viaggi di lavoro l’hanno portata in Etiopia, Guatemala, Mali, Pakistan, India e Iran. Tutti questi luoghi hanno lasciato tracce nel suo lavoro. Le sue installazioni, a volte effimere, sono pubblicate in numerosi cataloghi e libri.

L’ex direttore del Wilhelm Lehmbruck Museum Raimund Stecker descrive così il metodo dell’artista: “Susanne Kessler gioca costantemente con separazione e contatto, vicinanza e lontananza, realtà e illusione. Il tangibile a volte si perde nell’incomprensibile e l’inconcepibile diventa tangibile, il caotico diventa cosmico, il disordinato a volte razionale, e le certezze sembrano confuse”.

Nele Probst Dal 1995 vive e lavora a Berlino.

Dal1989 al 1993 ha studiato Comunicazione visiva, Fachhochschule für Gestaltung, Mannheim con Prof. Günter Slabon, Prof. Wolf Magin, Prof. Roland Fürst, Prof. Eckhard Neumann. Dal 1993 al 1995 ha vissuto e lavorato ad Amburgo.

Nelle opere di Nele Probst, sia nella pittura che nella scultura e nelle installazioni, gioca un ruolo importante il processo additivo, inteso come raccolta e raddensamento. Il momento narrativo e le sue associazioni si riflettono sia nel contenuto che nella struttura delle sue opere. Colore e materiale sono in primo piano. Il suo rapporto giocoso, sperimentale e sensibile con i materiali e la composizione crea un senso di leggerezza e allegria che caratterizza il suo lavoro e coinvolge lo spettatore.

Marianne Stoll Nata a Darmstadt, vive e lavora a Berlino. 

Ha studiato Storia dell’arte con il Prof. Uwe M. Schneede, Ludwig Maximilian Universität di Monaco di Baviera. 

Attraverso sculture e disegni (…) Marianne Stoll esplora in maniera giocosa, ma sempre seria, lucida e sorprendente le molte sfaccettature dell’abitare, della casa, delle origini – e della costante minaccia di perdita di una dimora, di un rifugio. Nelle sue composizioni, Marianne richiama la questione di come si debba abitare la Casa–Mondo, come ambientarsi in questa dimora, che non è stata consegnata all’umanità chiavi in mano. Con audaci cambi di prospettiva, il piccolo e il grande, il solido e il fragile, il pericoloso e l’innocuo si uniscono nell’atto del disegno (…) le forme grafiche si appagano e nutrono a vicenda, in strana analogia con la creazione di un habitat per l’uomo. (Dorothée Bauerle-Willert, dal testo in catalogo “Dream Houses”)

Meteoriti a Roma – Giorgio Russi – a cura di Antonello Rubini – Inaugurazione sabato 9 marzo, ore 18.

“Credo non sia difficile rendersi subito conto che la chiave più pertinente di lettura per l’intelligenza della pittura di Giorgio Russi riguardi la dimensione onirica”. Così il grande Enrico Crispolti – che del lavoro di Russi si è occupato in modo assiduo, almeno per tutti gli anni Ottanta, ritenendolo allora una delle più significative figure emergenti nel panorama artistico italiano – apriva la parte a lui dedicata del suo testo nel catalogo della mostra Casciello, Gadaleta, Russi. Una triangolazione attuale, tenutasi alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo nel 1986. Un’affermazione, dunque, di ormai più di trent’anni fa, ma che oltre a ben inquadrare l’area immaginativa del fare di Russi di quel periodo, il più noto (tra paesaggi celesti più iconici dominati dalla presenza di volatili fortemente inquietanti, prima, e più essenziali scenari, ora più ora meno vagamente paesaggistici abitati da misteriose “fiammelle”, poi), risulta perfettamente calzante anche al lavoro attuale dell’artista, che costituisce la presente mostra. Ed è il segno non solo di una coerenza, di una continuità (seppure la sua arte ne abbia fatta di strada da allora), ma dell’esistenza di un determinato ambito a cui Russi continua necessariamente a rispondere, sentendolo quindi pressoché da sempre intimamente come proprio. (…) Antonello Rubini

In mostra 20-25 lavori recenti di Giorgio Russi tra dipinti e sculture. 

Giorgio Russi è nato a Torino il 29 dicembre 1946, vive e lavora a Treviso. Dopo il Diploma di Maestro d’Arte e la Maturità d’Arte Applicata ha conseguito il Diploma di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Roma sotto la guida di Pericle Fazzini. Dal 1971 al 1988 è stato docente di Scultura presso il Liceo Artistico Statale di Teramo.  A partire dai primi anni Ottanta ha svolto un’intensa e significativa attività artistica partecipando a numerose rassegne nazionali ed internazionali. Vincitore di Concorso Nazionale, dal 1988 al 2011 è stato Preside del Liceo Artistico Statale di Treviso.

Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione. Un’opera di Luigi Di Sarro inserita nell’esposizione che la Galleria d’Arte Moderna di Roma ospita dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019

Circa 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline – GAM.Galleria d’Arte Moderna e MACRO – a documentazione di come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica, da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni Sessanta.

È Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, esposizione che la Galleria d’Arte Moderna ospita dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019. Il percorso espositivo è accompagnato da materiale documentario, videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali, oltre che da video di performance e film d’artista.

Nella serie dei ritratti esposti al secondo piano della mostra spicca, tra gli altri, il volto di Elisa, la moglie di Giacomo Balla, ritratta mentre si volta per guardare qualcosa o qualcuno dietro di sé. Il valore iconico dell’immagine è racchiuso nello sguardo che muta lo stupore in seduzione e curiosità trasformando il ritratto della giovane donna da oggetto da ammirare a soggetto misterioso.

Il percorso espositivo è accompagnato da videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali provenienti dalla Cineteca di Bologna e dall’Archivio dell’Istituto Luce-Cinecittà che ne hanno curato la realizzazione.

In una sala della mostra è proiettato il film, prodotto dall’Istituto Luce, Bellissima (2004) di Giovanna Gagliardi che attraverso documenti storici dell’Archivio Luce, spezzoni di film, canzoni popolari e interviste racconta per immagini il cammino delle donne nel ventesimo secolo.

L’ultima sezione della mostra, dedicata alle dinamiche e le relazioni tra gli sviluppi dell’arte contemporanea, l’emancipazione femminile e le lotte femministe, presenta materiale documentario proveniente da ARCHIVIA – Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne – e testimonianze di performance e film d’artista di alcune protagoniste di quella stagione fondamentale provenienti da collezioni private, importanti Musei e istituzioni pubbliche (Museo di Roma in Trastevere; Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale; Galleria Civica d’Arte Moderna Torino; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna; MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto – Archivio Tullia Denza).

Indirizzo: Via Francesco Crispi, 24 – 00187 ROMA (RM)

Sito web: 
http://www.galleriaartemodernaroma.it