SEDEO ERGO SUM coreografia sociale di Caterina Pecchioli 12 – 18 Ottobre 2018 TheatreArtVerona

Teatro Nuovo Verona – dal 12 al 18 ottobre 2018

Vernissage – 12 ottobre dalle ore 17 alle ore 19

Finissage – 18 ottobre ore 19.30

L’artista Caterina Pecchioli è nel cartellone della rassegna di teatro contemporaneo TheatreArtVerona. La sua Coreografia sociale, ospitata nel foyer del Teatro Nuovo, è un’installazione interattiva in cui il pubblico è invitato ad assumere un ruolo e divenire attore di uno scambio performativo aperto. Il visitatore entra in uno spazio abitato da varie “costellazioni” di sedie dove, seguendo una serie d’istruzioni suggerite, forma una partitura aperta che può essere agita in molti modi.

I partecipanti eseguendo contemporaneamente diverse istruzioni indicate nelle carte danno vita alla “Coreografia Sociale”. La dinamica che nasce porta a sperimentare e osservare simultaneamente, come semplici gesti, azioni e posizioni nello spazio influiscano nel ruolo e nella comunicazione sociale. 

Il progetto si svolge come evento collaterale di ART Verona ed è realizzato in collaborazione con il Centro Luigi Di Sarro.

K466 Allegro assai – ANTONIO AMBROSINO – a cura di Massimo Bignardi – 10 Ottobre / 3 Novembre 2018

Inaugurazione mercoledì 10 ottobre, a partire dalle 18. Catalogo in galleria. L’evento aderisce alla Quattordicesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI.

L’esposizione si articola in tre momenti, o, meglio, in tre movimenti, in risonanza con la struttura del concerto n. 20 di Mozart che dà il titolo alla mostra.

Il primo spazio della galleria accoglie l’installazione Kronos 2018, composta da un intervento sulla parete e circa sessanta sculture che si snodano sul piano di calpestio. Le sculture appartengono alla serie “frammenti di tempo” (eseguite dal 2003 ad oggi) e sono realizzate in terracotta, maiolica e terracotta smaltata a freddo.

La seconda sala è tutta dedicata alla serie “nosce te ipsum”, opere del 2018 realizzate in acrilico, sabbia, terra e resina su carta d’Amalfi.

L’esposizione si chiude in un profondo e vellutato blu, con opere del ciclo “attimi in blu” realizzate a partire dal 2017: si tratta di sculture di piccole e grandi dimensioni realizzate in EPS e resine sintetiche con finitura floccata.

Curata da Massimo Bignardi, la mostra è stata presentata nell’autunno 2017 all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia e nella primavera 2108 al Museo d’Arte Contemporanea FraC di Baronissi (SA).

ANTONIO AMBROSINO è nato a Napoli nel 1982, si forma dapprima a Torre del Greco in ambiente orafo poi presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli ove si diploma in Scultura con una tesi sperimentale sul collettivo quartapittura. Dal 2011 vive e lavora a Serdes, frazione del comune di San Vito di Cadore.

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IL VAA-VIDEO ART AWARD ITALY SOUTH AFRICA AL FESTIVAL CORTOLOVERE. 27 SETTEMBRE 2018 ore 20,30 Accademia Tadini Lovere

Il Centro Luigi Di Sarro torna a cortoLovere con i finalisti del premio VAA-Video Art Award. I 10 video finalisti e i vincitori del contest promosso da Centro Di Sarro, Istituto Italiano di Cultura di Pretoria e cortoLovere saranno proiettati al festival internazionale del cortometraggio sul Lago d’Iseo presso l’Accademia Tadini. All’evento parteciperà il giovane videomaker vincitore della sezione sudafricana Kamyar Binesh Tarigh che il Festival ospiterà per l’intera settimana a Lovere.

www.cortolovere.it

Un contest dedicato alla Video Arte, nato dall’esigenza di incentivare la produzione artistica nell’ambito dell’immagine in movimento per offrire una ribalta alla sperimentazione nel campo dell’audiovisivo e contemporaneamente sviluppare occasioni di scambio e confronto sul tema della sostenibilità ambientale, economica e socio-culturale. Il Video Art Award è stato lanciato in prima edizione fra Italia e Sudafrica nel 2018, e si rivolge ad artisti che non abbiano superato i 40 anni. 

Il concorso, promosso dal Centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro, con il contributo di cortoLovere e Istituto Italiano di Cultura in Pretoria e la collaborazione di Rainbow Media NPO ha premiato le migliori opere video prodotte da artisti emergenti sul territorio dei paesi coinvolti. Fra le domande giunte al bando, nelle due sezioni Sudafrica e Italia, sono stati selezionati da una giuria di esperti 10 finalisti e tra questi designati i due vincitori ai quali il VAA ha riconosciuto un premio-viaggio per partecipare all’evento di premiazione a Cape Town (24 marzo 2018) e a Lovere (27 settembre 2018),

I Vincitori del VAA sono Luca Coclite, per l’Italia con l’opera Solitary Gardens e Kamyar Binesh Tarigh per il Sudafrica con l’opera Shelter. 

I Finalisti sono per l’Italia: Ilaria Biotti (8’20” – On Time Traveling),  Gilda Li Rosi (Migration), Caterina Pecchioli (Mani Nostre: Valeria), Michela Tobiolo (Entra in questa ferita); per il Sudafrica: Nonkululeko Chabalala (Nobody Wana See Us Togheter), Rory Emmet (Concerning Alchemy), Faith XLVII (Aquq Regalia), Thania Petersen (Salt).

Click qui per vedere il  PROGRAMMA DEI VIDEO IN PROIEZIONE

THE BIG DRAW 2018. IL PIU’ GRANDE FESTIVAL DI DISEGNO DEL MONDO ARRIVA A ROMA. IL 9 OTTOBRE WORKSHOP “DALLA VISIONE ALL’OSSERVAZIONE” CON SARA E RIVKA SPIZZICHINO.

Il Centro Di Sarro ospita 24H Drawing Lab nell’ambito del Big Draw Festival 2018. Dal 2000, l’annuale festa internazionale del disegno, che unisce le persone sotto il motto “drawing is a universal language/il disegno è un linguaggio universale”, si svolge regolarmente in più di 25 paesi, implica più di 1000 eventi e ha riportato al tavolo da disegno oltre 4 milioni di persone. Big Draw Festival si svolge quest’anno dall’1 al 31 ottobre in tutto il mondo, e da metà settembre fino a metà ottobre per 31 giorni approda in Italia. Istituzione benefica per l’educazione delle arti, The Big Draw è fondatore e motore del Festival e crede che “tutti possono disegnare”. The Big Draw promuove il disegno come linguaggio universale capace di cambiare la vita e unire le persone di ogni età, origine e religione di tutto il mondo.

Il Centro Di Sarro e 24H Drawing Lab sono felici di presentare “Dalla visione all’osservazione. Soluzione ai problemi percettivi nel disegno.” Il 9 ottobre 2018 alle ore 15, incontro gratuito su prenotazione dove l’artista Sara Spizzichino e la fotografa Rivka Spizzichino aiuteranno a riconoscere le insidie più comuni che non consentono di disegnare bene, fronteggiando le difficoltà percettive che si incontrano nel trasferire sul foglio bianco il proprio segno. La comprensione e il superamento di queste difficoltà aiuta a liberarsi dal proprio censore interno consentendo anche a chi non è artista, di trovare una propria via creativa. Gli eventi in Italia sono sostenuti da Fabriano.

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Il workshop a Roma si è svolto negli spazi deI Centro Di Sarro in Via Paolo Emilio 28, dalle 15 alle 18, il 9 Ottobre 2018. Il Centro è anche sede dell’Archivio Storico Luigi Di Sarro che conserva il lascito delle opere dell’artista, tra cui anche un fondo di oltre 10 mila disegni.

Per avere più informazioni sul Festival e sull’evento “Dalla visione all’osservazione. Soluzioni al problema percettivo nel disegno.” visita: https://thebigdraw.org/event/24H_Drawing_Lab__Dalla_visione_allosservazione/8118

 

SEGNI. Fotografie, disegni e sculture di Luigi Di Sarro, a cura di Carlotta Sylos Calò. 11 – 29 Ottobre 2018, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea – MLAC, Roma

Nel quarantennale della scomparsa di Luigi Di Sarro, la mostra organizzata dal MLAC con il Centro Di Sarro, offre uno spaccato della produzione di Luigi Di Sarro tra gli anni Sessanta e Settanta evidenziando la trasversalità del suo approccio a tecniche e materiali e, parallelamente, la sua caratteristica concezione del “segno” quale elemento generativo di forme e spazi, senza una reale cesura tra astrazione e figurazione, evidente sia nel lavoro grafico e pittorico, sia in fotografia e scultura.

Di Sarro, accanito sperimentatore, nel corso della sua attività artistica ha praticato il disegno, la pittura, l’incisione, la scultura, la fotografia e la performance interessandosi in particolare a temi legati al corpo, al movimento, alla luce e alla capacità astrattiva del segno e delle figure geometriche. Morto a soli trentasette anni, ucciso per un fatale equivoco nel clima teso degli anni di piombo a Roma, il 24 febbraio 1979, ha lasciato una vasta produzione artistica (dipinti, disegni, fotografie, sculture, grafica, progetti, appunti, aforismi). Opere di Luigi Di Sarro sono presenti in diverse collezioni pubbliche italiane e straniere (tra cui GNAM, MACRO, Palazzo Braschi e Istituto nazionale per la grafica a Roma, Centre Pompidou a Parigi).

Attivo dal 1987, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea-MLAC, diretto dal Prof. Claudio Zambianchi, si propone come luogo d’incontro fra università e mondo culturale contemporaneo, contraddistinguendosi per la sua vocazione alla ricerca e alla formazione. Tra le iniziative che da trent’anni ne animano il programma vi sono esposizioni, conferenze, tavole rotonde, presentazioni di libri, festival, rassegne video e proposte musicali, che mirano in prima battuta a porre in contatto le realtà artistiche e culturali più vivaci del momento con gli studenti e gli studiosi dell’Ateneo, spesso arrivando a coinvolgerli attivamente. Allo stesso modo forte è la volontà di aprirsi alla città, coinvolgendo tutta la cittadinanza attraverso la proposta di una programmazione molto variegata.
Mostre ed eventi promossi e organizzati dal MLAC si svolgono negli spazi destinatigli nel 1985 dall’Università La Sapienza di Roma, presso il palazzo del Rettorato, nel cuore della Città Universitaria.

www.museolaboratorioartecontemporanea.it

Nell’occasione dell’organizzazione e svolgimento della mostra il MLAC offre una possibilità di tirocinio agli studenti che abbiano interesse ad approfondire sul campo il mestiere dello storico e del critico d’arte in tutte le sfaccettature. Il tirocinio prevede, infatti, un impegno attivo sia in fase di allestimento, con la possibilità di lavorare a stretto contatto con i curatori, sia durante il periodo di apertura della mostra, gestendo le visite guidate, l’accoglienza dei visitatori e, non ultimo, tutto il lavoro legato alla promozione della mostra, imparando a gestire i vari canali di comunicazione on line, dal blog ai principali social network.

DREAM – LUIGI TEODOSI 13 Settembre – 6 Ottobre 2018

Il Centro Luigi Di Sarro, in collaborazione con il CesMa e l’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, presenta la personale dell’artista jesino Luigi Teodosi, a cura di Paola Ballesi. In mostra opere che compendiano più di sessanta anni di carriera artistica sempre accompagnata da grande curiosità, entusiasmo e indomita creatività.

Le sue opere presentate in importanti  mostre personali e collettive sia  in Italia che all’estero e presenti in collezioni  italiane e straniere, contrassegnano le tappe di  un percorso estetico coerente, in bilico tra astrazione e figurazione, realtà e finzione, passato e presente.

Luigi Teodosi è nato nel 1935 a Jesi dove vive e lavora. Dopo aver frequentato le scuole di base nella sua città, si iscrive al Liceo artistico di Roma e ha tra i suoi insegnanti Franco Gentilini, Renato Guttuso, Marino Mazzacurati, Libero de Libero, mentre Mario Mafai e Francesco Sapori  sono suoi docenti alla Scuola Libera del Nudo di via Ripetta. Dal 1955 al 1962, completa la sua formazione grazie a borse di studio dapprima presso l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi e poi a Zagabria, ma anche con lunghi soggiorni all’estero. Tra i numerosi compagni di strada con cui ha condiviso l’esperienza della ricerca vanno ricordati i sodalizi con Claudio Cintoli, Nino Ricci e Giuseppe Uncini. Dai primi anni ’60 , ristabilitosi a Jesi,  entra anche nel mondo del design con sue originali creazioni e, da sperimentatore senza confini, continua nella sua attività artistica a mettere in opera i materiali più disparati, ma tra tutti privilegia la carta che ha  il pregio di trattenere tra le sue tessiture materiche la memoria e i segreti dell’anima, successivamente dispiegati nelle grandi installazioni della recente serie dei Gorilla.

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CONTRIBUTI AL NOVECENTO. Una tela di Luigi Di Sarro in mostra alla Fondazione Stelline. Milano 13 Settembre- 14 Ottobre 2018

In occasione del palinsesto “Novecento Italiano” del Comune di Milano, che documenta la storia dell’arte a partire dalle avanguardie storiche fino al contemporaneo, dal 13 settembre al 14 ottobre 2018 la Fondazione Stelline presenta la mostra Contributi al Novecento. Da Boccioni a Rotella ai contemporanei, a cura di Bruno Corà e Tonino Sicoli. L’obiettivo è quello di far conoscere al grande pubblico la collezione del XX secolo del MAON – Museo dell’arte dell’Otto e Novecento di Rende (CS). Trentacinque le opere esposte in un racconto cronologico dai primi anni del Novecento fino al XXI secolo, organizzate in due sezioni temporali.

 

 

GLI AUTORITRATTI DI LUIGI DI SARRO IN MOSTRA ALLA ROCCA DI SENIGALLIA – 25 AGOSTO 2018

PER LA MOSTRA ANNUALE DELL’AUTOSCATTO ALLA ROCCA ROVERESCA: GIORGIO BONOMI HA CHIAMATO A SENIGALLIA 150 ARTISTI ITALIANI. LA MOSTRA ALLA ROCCA RACCONTA ANCHE LASTORIA E LE NUOVE ACQUISIZIONI DELL’ARCHIVIO ITALIANODELL’AUTORITRATTO FOTOGRAFICO IN COLLABORAZIONE CON IL MUSINF. In mostra opere di Piergiorgio Branzi, Franco Fontana, Maria Mulas, Nino Migliori, Aldo Tagliaferro, Mario Giacomelli, di cui il Musinf conserva ed espone in tutto il mondo, tantissime delle opere più famose, Luigi Di Sarro, Stefania Beretta, Luigi Erba, Maurizio Gabbana, Antonio D’Agostino, Edoardo Romagnoli, Licinio Sacconi, Brigitte Tast, Miriam Colognesi, Marco Circhirillo, Donatella Spaziani, Francesca Della Toffola ed molti altri. 

Il Musinf ha due opere di Di Sarro nella sua collezione.

 

LUIGI DI SARRO. Il corpo vivo della pittura, a cura di Paola Ballesi. Dal 7 Giugno al 7 Settembre all’Istituto Italiano di Cultura in Colonia

Dopo essere passata per Stoccarda la mostra LUIGI DI SARRO.Il corpo vivo della pittura, curata da Paola Ballesi, inaugura il 7 giugno 2018 negli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura a Colonia. L’esposizione prosegue il circuito di eventi che celebrano il 40ennale della scomparsa di Luigi Di Sarro.

“La creatività di Di Sarro investiga diversi ambiti artistici e scientifici, quali sono la pittura, la filosofia, la poesia, la matematica, la tecnologia, delle quali lo interessavano più gli aspetti della processualità rispetto a quelli legati alla rappresentatività. La sua modalità di approccio è piuttosto analitica. Constatiamo che tale diversità di interessi sia il risultato della sua grande curiosità e del desiderio di approfondimento dei temi di cui si occupava. Nel ciclo delle gouaches del 1964 ripete il motivo del quadrato, e nei quadri parzialmente realizzati con il procedimento del “dripping”, in cui spruzza la tela con il colore, mostra due diverse procedure, due principi opposti: la ripetitività e l’espressività. Nei suoi dipinti ad olio e acrilico invece sperimenta e gioca con la tridimensionalità sulla superficie. Oggi le sue opere offrono una ricchezza e un significato stratificato, che nel percorso del tempo non hanno perso nulla della loro potenzialità artistica”, scrive Maria Mazza, Direttore di IIC Colonia nell’introduzione al catalogo della mostra che contiene oltre ad una nota della curatrice anche un’ampia antologia critica.

Esposte 38 opere di pittura realizzate da Di Sarro tra gli anni 60 e 70 con varie tecniche dalla gouache all’acrilico che “declinano la fenomenologia del segno nato dal gesto del corpo” – come spiega Paola Ballesi – “Con la ‘grafia’ del corpo, intesa nelle sue varianti, che spaziano dalla presenza fisica del pittore sulla tela attraverso il segno unico e continuo, alla ‘figurazione’ del corpo sentita come mappa di energia, Di Sarro sottrae la creazione ad ogni stilizzazione formale. Da medico-artista o, forse avrebbe preferito, da artista-medico, fa sì che la lingua dell’arte diventi un corpo vivo che agisce e reagisce a contatto con stimoli ogni volta nuovi e ogni volta diversi.

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SEGNI disegni e fotografie di Luigi Di Sarro, a cura di Carlotta Sylos Calò – Istituto Italiano di Cultura di Cracovia (6 Luglio – 6 Settembre 2018)

Prosegue il circuito di mostre in occasione della ricorrenza del 40° anno dalla morte di Luigi Di Sarro, una serie di eventi in Italia e all’estero, allo scopo di diffondere e approfondire una multiforme produzione artistica ancora oggi reputata di grande attualità.

L’omaggio a Luigi Di Sarro, artista attivo negli anni Sessanta e Settanta – periodo oggi all’attenzione della critica per le spinte innovative portate nell’arte contemporanea -, vuole evidenziare la sua forte vocazione sperimentale. Un atteggiamento e una necessità da parte dell’artista che procedeva sperimentando in tutti i campi e in tutte le tecniche espressive con le quali ha lavorato (oltre alla fotografia la pittura, il disegno, la scultura e la grafica). Scrive così Italo Zannier in un saggio sulla ricerca fotografica di Di Sarro: […] ma che cosa è la sperimentazione se non il risultato avviato da un’idea ? Lo sono anche le fotodinamiche imprecise di Bragaglia come le strobofotografie, le luminografie, le cronofotografie, le sequenze “corporali” di Luigi Di Sarro. Queste immagini sono innanzitutto risultati, non “prove”, come si vorrebbero le “sperimentazioni”. La sperimentazione è infatti implicita nel fare e non si sa dove conduce e quando si completerà, se terminerà; e guai, comunque, se si dovesse concludere, perché ogni sua fase è già un risultato. […] Luigi Di Sarro – fotografo, ha realizzato il suo rito visivo con una straordinaria felicità espressiva, persino lucida e densa però di ironia, drammatica anche, inquietante […]. (in I. Zannier, Luigi Di Sarro. Alla scoperta della fotografia, 2001.)

Oltre al materiale custodito nell’Archivio Storico dedicato all’artista, due fondi consistenti di opere fotografiche sono conservati presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e l’Istituto Nazionale per la Grafica a Roma. Inoltre, nel 2009, alcune opere fotografiche dell’artista sono state acquisite in collezione, e conseguentemente anche esposte, a Parigi dal Centre Pompidou. L’acquisizione è stata curata da Quentin Bajac.

L’archiviazione in corso della mole di lavori che l’Artista ha lasciato permette oggi di approfondire e collegare molti temi, nell’immediato non evidenti. Numerosi fin qui sono gli studiosi che hanno scritto di Di Sarro, che hanno studiato molta parte della sua produzione, e molta altra è ancora allo studio. L’occasione degli eventi del Quarantennale vuole essere una nuova e prolifica opportunità di analizzare un lavoro che sempre di più si svela come un ampio teorema argomentato in molte direzioni, quasi fosse un atlante enciclopedico.

La mostra SEGNI disegni e fotografie di Luigi Di Sarro che Carlotta Sylos Calò ha curato per gli spazi degli Istituti italiani di cultura di Varsavia e di Cracovia in Polonia è uno dei tanti percorsi possibili alla ricerca dei nessi che Di Sarro studiava e sperimentava, appunto. Esposte le fotografie sperimentali, una serie di disegni e alcune acqueforti prodotte a cavallo fra gli anni ’60 e ’70. La ricerca di Di Sarro, scrive la curatrice nel catalogo edito dall’Istituto di Cultura: “si radicalizza nell’approccio sperimentale – dettato anche dalla doppia professione dato che Di Sarro è artista ma anche medico – e matura nell’uso irriverente dei materiali (la rete, il bitume, il tondino di ferro, il pennello, la matita, la fotografia) capaci di far emergere suggestioni particolari nelle forme create. In questo contesto proprio il segno acquista un potere generativo straordinario di forme e spazi, ancora, ma più consapevolmente, senza una reale cesura tra astrazione e figurazione, cui contribuisce la trasversalità nell’approccio alle tecniche che da sempre caratterizza il lavoro dell’artista. 

Di seguito le immagini della mostra e dell’opening presso IIC CRACOVIA (6 Luglio-6 Settembre 2018)

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Di seguito le immagini dell’opening presso IIC VARSAVIA (30 Maggio-28 Giugno 2018).

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