ARP 2009 – The World Needs Us

 

The World Needs Us. Il mondo ha bisogno di noi è una mostra collettiva di artisti sudafricani. A cura di Heidi Erdmann. Quattro talenti sudafricani in residenza a Roma per mostrare il loro lavoro e incontrare gli studenti dell’Accademia di Belle Arti e conoscere la scena dell’arte contemporanea romana.

Karlien de Villiers, Nomusa Makhubu, Collen Maswanganyi, Norman O’Flynn sono quattro giovani artisti sudafricani emergenti, che vivono e lavorano tra Grahamstown, Cape Town e Johannesburg.

Noto per le sue ironiche pitture di grandi dimensioni e sculture,  Norman O’Flynn ama interessarsi della condizione umana. Il linguaggio visuale che lo contraddistingue si rintraccia nelle tele riempite con gli eroi dei fumetti, i semi-dei e i pois tipici delle mucche.

Il lavoro di Nomusa Makhubu mette insieme le istanze di ciò che la circonda tra identità e storia. Usa infatti la sua stessa immagine nella maggior parte delle sue opere fotografiche.

Karlien de Villiers lavora esplorando le acque torbide del subconscio, ma non cerca spiegazioni né interpretazioni alle visioni create da sogni ed incubi.

I lavori di Collen Maswanganyi sono sculture in legno intagliate a mano e dipinte. Nei contenuti il suo lavoro rivela stereotipi ed idiosincrasie tipiche del Sudafrica.

Il Centro Luigi Di Sarro ospita gli artisti sudafricani nell’ambito di un progetto di scambio culturale con la Erdmann Contemporary, che avrà come seconda tappa una mostra di artisti italiani a Cape Town. La collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma e le Università sudafricane di Grahamstown e Stellenbosh ha permesso di programmare alcuni incontri didattici con docenti e studenti italiani di diverse discipline artistiche. Altrettanto si vuole organizzare con gli artisti italiani che saranno ospitati in Sudafrica. La Erdmann Contemporary ha una lunga storia di collaborazione con artisti italiani in Sud Africa: ha proposto mostre personali di Nicola Samori, Greta Frau, Laurina Paperina e Nicola Vinci. Per questa mostra romana ha selezionato le opere di Norman O’Flynn, Karlien de Villiers, Collen Maswanganyi e Nomusa Makhubu. Sono giovani, emergenti, ma già riconosciuti talenti. La loro arte commenta una varietà di temi tra cui l’identità, il potere, la corruzione, la storia, il colonialismo e le idiosincrasie stereotipate tipiche del Sud Africa.

Dice Erdmann: “Voglio mostrare le attuali tendenze dell’arte sudafricana. E voglio mostrare al contempo la varietà dei mezzi espressivi utilizzati, fotografia, scultura, pittura e installazioni artistiche. Spero così di offrire al pubblico romano una ricca percezione di quanto sia vitale l’attuale produzione artistica nel nostro paese. L’individualità di ciascuno di questi artisti è molto evidente nei loro lavori, ma nel complesso, presentati in una esposizione collettiva, il loro lavoro dà conto in maniera ampia della realtà sudafricana”.

Il titolo della mostra nasce dalla considerazione che il mondo ha bisogno dell’arte e in generale degli artisti.

Un’occasione dunque per confrontarsi con la giovane arte del più vivace paese dell’Africa, in cui i grandi successi ottenuti in termini di democrazia e multiculturalismo non nascondono alla sensibilità degli artisti le contraddizioni politiche e sociali ancora esistenti.

Il progetto nella sua interezza ha ottenuto il patrocinio dell’ambasciata sudafricana a Roma, l’Ambasciata italiana a Pretoria, il Consolato italiano a Città del Capo, la Provincia di Roma-ufficio per le politiche culturali e l’Accademia di Belle Arti di Roma.  Sponsor: Alpitour World

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